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Il mistero s’infittisce
Sono trascorse quarantotto ore dalla conclusione del vertice- spettacolo dell’Aquila, in cui Berlusconi ha dato il meglio e il più di se come showman (sul resto mancano ancora adeguati elementi di giudizio) e resta difficile tentare di far luce su quello che è stato il grande mistero dell’evento: il silenzio o l’assenza dei più aggressivi rappresentanti dei media internazionali alla conferenza stampa conclusiva tenuta dal nostro premier. Nell’edizione online del” Corriere della sera “ ieri è stato ripresa e pubblicata un’opinione che Fabio Cavalera ha scritto per il blog”Big ben” sostenendo che il misterioso e per tanti aspetti anche triste episodio è conseguenza di autocensura, o di paura o di codardia. Il che è altamente probabile ma non spiega il più, cioè come si sia improvvisamente scatenate, quasi per effetto di una folgorazione collettiva, una diffusa autocensura, o paura o codardia, trasformando istantaneamente in vigliacchi di fama internazionale, motivo di vergogna per il giornalismo di tutto il mondo, tanti colleghi che hanno dietro di se la potenza delle più grandi testate del pianeta,godono,nella gran parte dei casi,di un prestigio personale enorme e per questo,fino al giorno prima, richiamandosi ai mille e uno scandali in cui il nostro premier era stato coinvolto, si erano senza esitazione permessi di definirlo”unfit”(inadatto) a guidare il nostro paese,o addirittura un clown, o un buffone. Qualcosa deve essere successo,qualcosa che ancora non ci viene raccontata,che non capiamo e che non può consistere né nelle doti da incantatore del Cavaliere né nella suggestione esercitata da un ambiente ,la “capitale del dolore “, che vanta questo poco ambito titolo assieme a tanti altri luoghi del mondo devastati da catastrofi naturali ma non altrettanto cari e importanti per Berlusconi. Se qualcuno sa-e non può non esserci-ha il dovere di parlare.
da mariopinzauti
Non vorrei essere nei suoi panni
Il nostro povero babbo non ci ha lasciato ville sontuose e conti in banca miliardari. Eppure la sua modesta eredità è stata per noi preziosa, fatta com’era di pochi ma preziosi insegnamenti che ci hanno permesso di affrontare e spesso risolvere gravi problemi. Da uno di questi insegnamenti abbiamo appreso ad esempio che le reazioni stizzose di fronte allo sfottimento da parte del nemico o del finto amico ottengono soltanto d’incoraggiare l’autore della malignità ad andare avanti, magari con l’aggiunto di un carico da dodici. Le notizie sulle reazioni di Berlusconi ai salaci commenti della stampa di gran parte del mondo alle notizie sui suoi sexygate di Palazzo Grazioli e di Villa Certosa inducono a supporre che il premier non abbia goduto di simili insegnamenti né dal padre, né dalla sorella suora e nemmeno da Gianni Letta. Se no non si spiegherebbe perchè -fatto con pochi precedenti nella storia recente dei paesi che democratici- egli sia sceso personalmente in guerra contro la stampa internazionale e con particolare furore contro quella britannica, rivolgendole pesanti attacchi in forma ufficiale -con un comunicato di Palazzo Chigi- e poi facendola oggetto di sprezzanti considerazioni durante la conferenza stampa di ieri per la presentazione dei lavori del G8. Ora se quanto ci ha insegnato il nostro saggio genitore vale anche per il vertice mondiale in corso da oggi all’Aquila –e non si vede perché dovrebbe essere il contrario- è da attendersi che alla vera e propria dichiarazione di guerra pronunciata nei loro confronti da Berlusconi i più autorevoli giornali del mondo -dall’americano “New York Times”, agli inglesi “The Times”, ”The Guardian”, ”The Financial Times”, allo spagnolo “El Pais”, ai tedeschi “Suddeutsche Zeitung” e “Die Zeit”, ai francesi “Le Monde “ e “Le Figaro”, a quanto ci risulta tutti rappresentati nell’esercito dei 3500 operatori della comunicazione presenti all’Aquila, rendano pan per focaccia nelle conferenze stampa e nelle altre occasioni in cui si troveranno davanti a Berlusconi. Non vorremmo essere nei panni di costui, anche se, se l’è cercata con il lanternino!
da mariopinzauti






