Posts Taggati come ‘l’Aquila’

Dibattiti

Il martirio dei terremotati

I riflettori sull’Aquila si stanno spengendo. Dei drammi quotidiani o delle ansie della gente interessa meno. Tutti pronti a ripartire quando consegneranno le case, quando Berlusconi indosserà il casco da muratore e farà uno smagliante sorriso. Nel frattempo comincia lo smantellamento delle tendopoli ma per gli sfollati non c’è pace. Spostati e smistati come pacchi mantre in città comincia a fare freddo. Solo gli abitanti di Onna sono contenti delle loro case di legno, ma nessuno vi ha raccontato come le hanno ottenute: gli abitanti hanno minacciato una rivolta contro la «deportazione» in quelle Case antisismiche previste a chilometri di distanza. La loro richiesta è stata accolta dalla Croce Rossa e dalla Provincia di Trento, che in pochi mesi hanno allestito un villaggio di case di legno- a fianco del paese distrutto – dove i terremotati potranno attendere la ricostruzione delle loro abitazioni.

Dopo piazza D’Armi, anche le altre tendopoli dell’Aquila saranno chiuse e i problemi purtroppo non mancheranno. Quasi tutti i posti letto – nella caserma del G8, negli hotel della costa e della montagna – sono già stati occupati dagli ex ospiti della tendopoli più grande. Il piano del governo, che ha puntato tutto o quasi sulle Case, le palazzine su piattaforma antisismica, mostra tutti i suoi limiti. In piazza Duomo, sabato pomeriggio, si sono riuniti i Comitati dell’Aquila, cittadini che vogliono decidere il loro futuro e che non vogliono accettare supinamente le scelte della Protezione civile.

I Comitati hanno fatto i conti. «Con 838 milioni spesi per le tendopoli (30 euro al giorno), alberghi (52 euro al giorno) e Progetto Case (2.700 euro al metro quadro), ci saranno 16.000 posti letto pronti a dicembre. Con gli stessi soldi spesi per case di legno (750 euro al metro quadro) e moduli removibili di lusso (1.000 euro al metro quadro) ci sarebbero stati 39.000 posti letto pronti a settembre. Voi cosa avreste scelto?».

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set  09
7
alle 01:42
da luca ajroldi

Berlusconi, Sulla graticola, g8

Un italiano è “un vero leader mondiale”: ma non è lui

Ci vorranno , forse, parecchi giorni per riuscire a capire quanto fumo e quanto arrosto il G8 stia producendo per il mondo, per l’Italia e per l’uomo, Berlusconi, che l’ha organizzato. Tanto più perché non aiutano certamente a fare immediata chiarezza. gli osannanti servizi fiume messi in onda dai telegiornali, con particolare solerzia e sovrabbondanza di risorse e di uomini dal Tg1, in cui tra l’altro hanno brillato per i loro collegamenti politicamente ultracorretti la giornalista che fino a poco tempo fa esibiva davanti alle telecamere il ciondolo a forma di farfalletta regalatole da Berlusconi e l’ex inviato distintosi per essere riuscito a evitare di nominare il Presidente del Consiglio nei numerosi servizi dedicati a una vicenda-il sexygate pugliese-di cui il premier era ed è il protagonista. Eppure anche in mezzo a tanta nebbia, in buona quantità fabbricata ad arte, qualcosa s’intravede e promette successivi sviluppi. L’ufficio stampa della Casa Bianca, prima che il G8 avesse inizio, ha distribuito tra i giornalisti americani che si apprestavano a seguire il vertice alcune biografie dei personaggi che Barack Obama stava per incontrare. Quella dedicata a Silvio Berlusconi è lunga sette righe, contiene i dati anagrafici, i titoli di studio, un cenno alle esperienze nel mondo dell’imprenditoria, le durate dei suoi governi, niente di più. E’ invece lunga tre pagine la biografia di Giorgio Napolitano che la Casa Bianca ha fatto avere ai giornalisti americani. E che tutto questo avvenga con il coinvolgimento e il compiacimento del Presidente degli Stati Uniti lo si è visto e sentito ieri quando,prima di raggiungere l’Aquila,Obama si è fermato a Roma,è andato al Quirinale ed è rimasto per un’ora a colloquio con Napolitano, definendolo, al termine dell’incontro, “un vero leader mondiale”. Più tardi, a l’Aquila, il Presidente Usa ha salutato cordialmente Berlusconi e lo ha ringraziato per l’organizzazione del G8. Nient’altro. E’una bella differenza rispetto agli ammirati elogi espressi a Napolitano!. Gli italiani con gli occhi aperti non possono non averla notata. Ed è altamente probabilr che abbia rovinato fegato e coratella al nostro premier. Tanto più perché seguiti per lui poco gradevoli sembrano tutt’altro che esclusi.

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lug  09
9
alle 08:44
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di Lele il 01/1/70

Signore, signori, concittadini, elettori,............. che piaccia o no, Berlusconi è lì, e fi...

Berlusconi, Sulla graticola, g8

Non vorrei essere nei suoi panni

Il nostro povero babbo non ci ha lasciato ville sontuose e conti in banca miliardari. Eppure la sua modesta eredità è stata per noi preziosa, fatta com’era di pochi ma preziosi insegnamenti che ci hanno permesso di affrontare e spesso risolvere gravi problemi. Da uno di questi insegnamenti abbiamo appreso ad esempio che le reazioni stizzose di fronte allo sfottimento da parte del nemico o del finto amico ottengono soltanto d’incoraggiare l’autore della malignità ad andare avanti, magari con l’aggiunto di un carico da dodici. Le notizie sulle reazioni di Berlusconi ai salaci commenti della stampa di gran parte del mondo alle notizie sui suoi sexygate di Palazzo Grazioli e di Villa Certosa inducono a supporre che il premier non abbia goduto di simili insegnamenti né dal padre, né dalla sorella suora e nemmeno da Gianni Letta. Se no non si spiegherebbe perchè -fatto con pochi precedenti nella storia recente dei paesi che democratici- egli sia sceso personalmente in guerra contro la stampa internazionale e con particolare furore contro quella britannica, rivolgendole pesanti attacchi in forma ufficiale -con un comunicato di Palazzo Chigi- e poi facendola oggetto di sprezzanti considerazioni durante la conferenza stampa di ieri per la presentazione dei lavori del G8. Ora se quanto ci ha insegnato il nostro saggio genitore vale anche per il vertice mondiale in corso da oggi all’Aquila –e non si vede perché dovrebbe essere il contrario- è da attendersi che alla vera e propria dichiarazione di guerra pronunciata nei loro confronti da Berlusconi i più autorevoli giornali del mondo -dall’americano “New York Times”, agli inglesi “The Times”, ”The Guardian”, ”The Financial Times”, allo spagnolo “El Pais”, ai tedeschi “Suddeutsche Zeitung” e “Die Zeit”, ai francesi “Le Monde “ e “Le Figaro”, a quanto ci risulta tutti rappresentati nell’esercito dei 3500 operatori della comunicazione presenti all’Aquila, rendano pan per focaccia nelle conferenze stampa e nelle altre occasioni in cui si troveranno davanti a Berlusconi. Non vorremmo essere nei panni di costui, anche se, se l’è cercata con il lanternino!

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lug  09
8
alle 08:49
da mariopinzauti

Notizie, g8

Italia fuori dal G8 ?

Lo scontro si fa rovente. Sui giornali di tutto il mondo si sta spargendo la voce che sono in corso incontri e riunioni per “espellere l’Italia dal G8 e sostituirla con la Spagna”.
“Crescono le pressioni all’interno del G8 per espellere l’Italia, mentre i preparativi per il summit scendono nel caos”, è il titolo del Guardian di Londra. Nell’assenza di qualsiasi iniziativa sostanziale da parte italiana per organizzare l’agenda del vertice, scrive il quotidiano della capitale britannica, “gli Stati Uniti hanno assunto il controllo”, con un giro di conferenze telefoniche effettuate dai loro “sherpa”, come si chiamano in gergo gli alti funzionari che pianificano i temi e le iniziative del G8, per “iniettare all’ultimo momento qualche significato” nell’incontro dell’Aquila. “Che sia un altro paese a organizzare le telefonate degli sherpa è un fatto senza precedenti”, dice al Guardian un alto esponente della delegazione di un paese del G8. “Gli italiani sono stati semplicemente terribili. Non c’è stata organizzazione e non c’è stata pianificazione”.
Ma non c’è solo questo, ovviamente. C’è il timore di nuove gaffes di Berlusconi. C’è il timore che il tanto strombazzato vertice non prossa produrre documenti di qualche rilevanza perchè non si è preparata un’agenda di incontri e riunioni tale da generare concrete basi di lavoro. E l’Italia cosa ha risposto a questo rombo di tuono di critiche pesantissime? Il Ministro degli Esteri le ha definite: ” buffonate”. punto. Tutto quì ? Si, tutto quì.

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lug  09
7
alle 02:11
da luca ajroldi

Dibattiti

Due o tre dubbi sul G8 all’Aquila

A sangue caldo, di fronte alle dichiarazioni di Berlusconi, subito supportate da quelle di Bertolaso, le reazioni all’annuncio del trasferimento del G8 da La Maddalena all’Aquila sono state internazionalmente e nazionalmente positive, fatta eccezione per pochi inguaribili rompiscatole cronici, quali Di Pietro e la sinistra radicale. A sangue freddo, alcuni dati forniti dallo stesso wonderman, cioè Guido Bertolaso, mettono però in circolazione qualche dubbio: e non di poco conto. Dice Bertolaso, in un ‘intervista a “La Repubblica”, di cui ritroviamo la sintesi anche sul Tg1, che lo spostamento di sede è dovuto soprattutto a motivi ”etici”. Più precisamente, aggiunge, si è ritenuto opportuno, dato il momento, dargli un carattere di sobrietà che certamente sarebbe mancato in un luogo di vacanza per ricchi. Sarebbe giusto, giustissimo:se non ci fosse, però, un piccolo particolare, cioè che il luogo di vacanza per ricchi era stato scelto mentre già era in piena esplosione la crisi economica nel mondo, anche in Italia, quando dunque, anche senza terremoto, la sobrietà sarebbe stata d’obbligo.Dice ancora Bertolaso:a l’Aquila si spenderà meno e fatti i conti di previsione risulterebbe che è proprio così se non ci fossero i 500 milioni di euro già spesi o in pagamento entro maggio per la costruzione di alberghi, strade e perfino una darsena per 700 barche a La Maddalena e zone limitrofe. Una bella cifra che comunque-secondo Bertolaso- non sarà certo buttata via perché servirà a rilanciare turisticamente la zona.Il che è probabile, anzi sicuro. Com’è probabile, anzi sicuro tuttavia che in questo momento di crisi il rilancio turistico poteva aspettare un anno, due forse di più. Altro motivo dello spostamento-è sempre il Bertolaso dixit- è che la sede del G8 a l’Aquila sarà la scuola della Finznza che dispone di 2500 posti letto nelle stanze degli allievi più altre diecine se non centinaia di altri posti letto reperibili negli appartamenti dei dirigenti e insegnanti. E’una meraviglia. Preccato che venga scoperta e utilizzata in ritardo.Se fosse stata scoperta e utilizzata già il 6 aprile,subito dopo il terremoto, la scuola avrebbe potuto ospitare una parte di coloro,almeno i più vecchi,o le persone non in buona salute,rimasti senza casa a causa del sisma e oggi ospitata alla meglio in tendopoli dove talvolta manca l’acqua calda, i servizi igienici sono insufficienti, eccetera. Non è il caso di commentare con le parole di Amleto ,cioè che c’è del marcio in Danimarca, anzi in Italia?

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apr  09
26
alle 09:08
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di cheyenne il 01/1/70

Condivido l'articolo e la richiesta di rinvio del G8. Al limite, si poteva fare una videoconferen...

Dibattiti, Notizie

Tanti restano indietro

Lo 0,1 per cento dei milioni di parole pronunciate in questi giorni da Berlusconi contiene una formale promessa diretta ai milioni di italiani che si preoccupano delle conseguenze della crisi:”nessuno resterà indietro”. Ci piaccia o no il Presidente del Consiglio sarebbe bello poter credere a quest’impegno che,da subito, porterebbe la serenità nelle case di tutti gli italiani, amici o nemici del Popolo per la Libertà che siano. Purtroppo è difficile, anzi impossibile, salvo per chi abbia mandato il cervello in vacanza sulla luna. Semplicemente perché mentre si aspetta di vedere quale sarà la sorte dei lasciati indietro del prossimo futuro abbiamo davanti, chiaro ma non bello, lo spettacolo, della sorte dei tantissimi che indietro sono stati già lasciati nel recentissimo passato. Parliamo di coloro che sono andati a ingrossare l’esercito dei disoccupati, degli altri 600 mila che perderanno il lavoro nei prossimi mesi, dei 3 milioni di precari senza futuro, delle centinaia di migliaia di anziani umiliati da una social card esigua e spesso neppure accettata da molti esercizi, della moltitudine di famiglie che, con i loro introiti, non arrivano alla fine del mese.Tutti costoro hanno sperimentato e continuano a sperimentare sulla loro pelle quale credito sia realistico dare alle promesse che Berlusconi fa alle vittime dei colpi della crisi:ieri, oggi, certamente anche domani. Come speriamo non si stanchino di ricordare ai cittadini Franceschini, Di Pietro, Casini , tutti gli altri leaders dell’opposizione mentre il Presidente del Consiglio dichiara di essere certo di avere ormai dalla sua la stragrande maggioranza degli italiani.

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apr  09
12
alle 08:52
da mariopinzauti

Notizie

Il martirio dell’Abruzzo

Ancora scosse, forti, fortissime. Schicchere pazzesche che non danno tregua. E loro, gli sfollati, 17 mila persone, non vogliono lasciare la città, il paese, anche se è stato raso al suolo. Dicono che è la paura di “sradicarsi”, di non tornare più. Berlusconi in questo momento non è più il Premier, il presidente del Consiglio, il presidente del PdL e tutto il resto. Ora fa l’addetto stampa dei terremotati. Rilascia le informazioni ai giornali. Si impegna, promette, torna sui luoghi. E’ veramente l’uomo del “fare” a cui la politica, il Parlamento, le mediazioni sono estranei e fastidiosi. Coraggio Berlusconi, datti da fare. E’ in questo ruolo che dai il meglio di te.

Per offrire alloggio ai terremotati si può contattare la protezione civile al numero verde 800860146 oppure scrivere alla email ufficiovre@protezionecivile.it.

Chi può, li contatti, offra concretamente da dormire, un pasto caldo e un tetto sicuro. Oggi questa gente dura, gentile e riservata ha bisogno di tutti noi. E noi glielo dobbiamo.

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apr  09
7
alle 09:04
da luca ajroldi