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Le menzogne della Rai
Molti di voi sanno che ho lavorato in Rai per quasi quaranta anni e che l’ho lasciata per andare a dirigere TMC (oggi la 7). In tutti quegli anni, lo potete immaginare, ho vissuto realtà diverse tra loro. Una Rai spudoratamente democristiana che aveva un grande rispetto della professionalità , una Rai riformata ( con la nascita del TG2 di Barbato) ed una breve stagione di libertà , Poi arrivarono Rai tripartite che si guardavano in cagnesco, poi cominciarono ad arrivare a raffica uomini mandati dai partiti, poi l’inizio di uno sfaldamento di una capacità di reggere il timone. Poi arrivarono i professori con l’incarico di de-lottizare l’azienda. Stagione esaltante e brevissima. I partiti non potevano mollare e si vollero dividere anche le spoglie e venne la Moratti con il suo seguito di socialisti rancorosi e vendicativi, con le epurazioni e la moltiplicazione delle nomine e delle spese. Insomma potete capire da soli quante ne ho viste e vissute. Ma ma, dico mai mi era capitato un DG che avesse il coraggio di dire :
Ma nella mia carriera che mi ha portato a girare molti paesi del mondo non ho mai visto programmi anti-politici. Non ho mai visto all’estero reti di servizio pubblico che facciano programmi apoditticamente contro”.
Tutte le tv, e credo di aver girato e raccontato la tv degli altri molto più di quanto Masi si sogni mai di fare, tutti i tg o i programmi giornalistici che facciano onestamente il loro mestiere sono a caccia delle falle del sistema, degli errori ed omissioni dei politici, delle promesse non mantenute, delle bugie, dei ritardi, delle truffe e delle malversazioni che lo stato, il governo, l’ente pubblico fa contro il cittadino. In qualunque parte del mondo. E per un brevissimo periodo persino in Russia. Poi arrivò Putin. E allora basta con queste menzogne a ripetizione e con questo imbambolato silenzio di chi ha il dovere di informare i cittadini e non è ipotizzabile che siano le voci sottili sottili di qualche blog o di qualge giornale, le uniche a non tacere.
da luca ajroldi
I notai del cda della Rai
L’altro ieri i due rappresentanti del pd nel consiglio di amministrazione della Rai, Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten, hanno votato contro la nomina di Mauro Masi a direttore generale del sevizio pubblico radiotelevisivo con una motivazione che potrebbe costituire un interessante precedente. Nel corso della seduta dell’altro ieri del cda i due hanno espresso parole di vivissimo apprezzamento nei confronti di Masi , rilevando però che la sua nomina veniva data per certa da tutta la stampa già da parecchie settimane e sulla base di notizie di fonte politica. Per cui il cda- secondo Rizzo Nervo e Van Straten- era chiamato non a scegliere il direttore generale dell’azienda ma ad avallare una decisione chiaramente presa in altra sede e ad assumere quindi una umiliante funzione puramente notarile. Funzione che i due, con uno scatto di orgoglio, hanno rifiutato, votando contro la nomina di Masi. E’stata una manifestazione di dignità e di coerenza che avrebbe meritato sulla stampa un’ampia eco -che naturalmente è invece mancata- e che risulterebbe ancor più apprezzabile se non restasse isolata. La riunione dell’altro ieri non è stata certamente la prima in cui il cda della Rai è stato chiamato a svolgere una funzione puramente notarile. E non sarà neppure ultima. Tra pochi giorni al cda della Rai sarà chiesto di avallare altre decisioni prese in sedi politiche, in parecchi casi già anticipare dalla stampa e, per alcune situazioni , letteralmente improponibili, quali la nomina a direttore del Tg1 di Maurizio Belpietro, altezzoso e sgradevole servitore del potere berlusconiano. Ci aspettiamo che di fronte ad esse si ripeta-con un secco no-lo scatto d’orgoglio dei rappresentanti del pd.
da mariopinzauti
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di utente il 01/1/70






