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Mike e Silvio
Ora che è morto -e in piedi, si può dire, dato che l’infarto l’ha stroncato mentre, a 85 anni, stava per dare il via a un nuovo programma televisivo- Mike Bonggiorno ha solo amici e tutti, com ‘è ormai abitudine in questi casi, fanno a gara per dimostrare di essergli stati più amici di ogni altro. In prima fila, e non privatamente ma davanti a telecamere e microfoni, c’è Silvio Berlusconi, un uomo che a Mike Bongiorno deve tanto, tutto si potrebbe azzardare, dato che senza il sostegno e la presenza fisica accanto a se del più popolare, simpatico e longevo degli showman televisivi italiani, difficilmente sulle fragili fondamenta di una emittente tv locale egli avrebbe potuto costruire un impero mediatico tra i maggiori del mondo e, grazie all’influenza che questo impero ha esercitato ed esercita, una potenza politica che ha fatto di lui il signore purtroppo ancora incontrastato del nostro paese. ”Il papà della televisione italiana”, come, semplificando, i mezzi d’informazione ora definiscono e ricordano Mike, è stato in effetti, oltre che un sovrano dello spettacolo, il più importante fattore della purtroppo irresistibile ascesa del premier. Per questo sarebbe stato giusto, soprattutto onorevole, consentirgli, o almeno perdonargli, qualche piccolo gesto d’indipendenza artistica, quale la conduzione, per la Rai, di uno degli ultimi festival di San Remo e, peggio ancora, la sua collaborazione a Sky con il cantante Fiorello, colpito da una esclusione a vita dai programmi di Mediaset per avere accettato un contratto con l’emittente di Murdoch. Purtroppo il bel gesto, l’ultimo atto di riconoscenza per il tanto ricevuto da Mike Bongiorno non ci furono. Mediaset non gli rinnovo’il contratto scaduto alla fine di dicembre del 2008. Incredulo e ferito Mike si rivolse allora a Berlusconi ma questi si negò perfino di ascoltarlo. E solo ora che è morto riscopre ed esalta -con poca spesa- l’amicizia che fece la sua fortuna.
da mariopinzauti
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di Emanuele Di Pietro il 01/1/70
Dalla Lega a Mediaset: bestiario di stagione
Le proposte della Lega, le sue affermazioni, le richieste spesso urlate e sguaiate, hanno l’odore dell’osteria. Vino, forse un ombra di troppo, e cibo anchesso abbondante. Poi, dopo cena che si fa ? un giro a puttane ? Due urlacci agli stranieri ? Oppure ci si inventa una bestialità quasiasi tanto per tirare tardi la notte? Non c’è altra spiegazione alla richiesta dei dialetti, delle bandiere regionali e alle tante amenità assurde partorite dalla fervida fantasia degli amici leghisti. Resta da capire se le studiano e se gli vengono spontanee. Se sono frutto di ebbrezza o fanno parte del disegno di erosione della Costituzione, delle regole democratiche, della Repubblica fatte dall’interno su di un Premier inesistente politicamente, disinteressato a tutto se non a se stesso e alle sue aziende? No, questa non è la Dittatura è molto semplicemente lo sfacio delle idee.
Le nomine Rai sono lì, davanti a tutti a rammentare che la parola professionalità e stata buttata nello scarico del water. Quello che conta è l’appartenenza e la cordata. Sono finite le ideologie ? Certo ! Ma a queste sono subentrate i rapporti di letto, d’affari, di clientela. E il presidente di Garanzia, Paolo Garimberti? Domanda senza risposta. E’ assolutamente evidente che viale Mazzini è entrata a pieno titolo in associazione con Mediaset ed esegue senza fiatare gli ordini del padrone. Così la Rai esce da Sky perdendo 57 milioni di euro di guadagni netti. Così la Rai diventa il luogo dove riciclare professionalità consunte e logorate da anni di Mediaset ( vedi Costanzo). Così la Rai, giorno dopo giorno diventa la succedanea, la succursale da depredare di Mediaset. Per chi, come me in Rai ha lavorato 38 anni è arrivato il tempo delle lacrime. perdonatemi, non è professionale, ma sto piangendo.
da luca ajroldi
E’ la stampa, bellezza. Anzi lo era
Una deriva inarrestabile ha colpito la sempre più servizievole e provinciale informazione italiana. Dalla radio alla tv, dalle trasmissioni generaliste ai tg, all’informazione sportiva è un continuo fiorire di lanzichenecchi dell’insulto, di mestatori nel torbido. facciamo qualche esempio per essere sicuri di farci capire. Canale 5, al mattino era solo un uovo di lompo ( il succedaneo del caviale) di Uno mattina, ovvero varia umanità mischiata ad improbabili ricette culinarie e ad una fiera ininterrotta di strano ma vero. Da un po di tempo è apparso “l’Opinionista” Filippo Facci ( versione di destra di Marco Travaglio) che pone domande intriganti a cui non da risposta del tipo: perchè l’alto commissiariato dell’Onu per i rifugiati ci chiede di dare asilo a quelli che arrivano con i barconi? Perchè non lo fa lui ? Intrigante domanda se il Facci desse risposte e spiegazioni che ci sono e sono anche semplici, ma lasciata così in sospeso suscitano nell’ascoltatore distratto il dubbio, la perplessità. Già, perchè non lo fanno loro? E il tarlo inizia a lavorare.Corriere della Sera. Ieri. Titolo: ” Acqua inquinata da un rubinetto su quattro”. Porca miseria. Notizione. Uno su quattro fa circa 15 milioni di persone,
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da luca ajroldi
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di cheyenne il 01/1/70





