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Due osservazioni e un’ipotesi sulle minacce a Berlusconi
Ci uniamo senza riserve ed esitazioni alle dichiarazioni di solidarietà da ogni dove fatte a pervenire a Berlusconi, Fini e Bossi dopo che, con una lettera al “Riformista”, un gruppo che si firma “Brigate rivoluzionarie per il comunismo” li ha minacciati di morte. Per cercare di capire meglio- assieme a chi ci legge- le reali dimensioni di questo caso e anche, quel che più conta, i suoi possibili sviluppi vorremmo fare un paio di osservazioni e un’ ipotesi. Prima osservazioni: la lettera minatoria arriva poco più di un giorno dopo che il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, rispondendo all’interrogazione di un deputato del pd, aveva dichiarato che effettivamente esisteva il rischio di un attentato ai danni del premier. Seconda osservazione: la lettera con cui si annuncia il possibile attacco omicida contro Berlusconi(e anche contro Fini e Bossi) è stata inviata-chissà perché- a un giornale che stampa e vende poche migliaia di copie, ha un pubblico molto, moltissimo inferiore a quello delle grandi testate sia stampate che televisive e ha, inoltre, un’identità politica piuttosto incerta. Passiamo ora all’ipotesi: l’interpellanza del deputato del pd, la dichiarazione del ministro, infine la lettera delle sedicenti”Brigate rivoluzionarie per il comunismo” vengono fuori mentre l’Italia è teatro di una serie senza precedenti di atti di violenza e d’intimidazione contro gay e immigrati, clandestini e no. E’ facile ma non scontato, anzi inevitabile constatare che questo clima d’inciviltà è nato con il goverrno Berlusconi e si è accresciuto,via via aggravandosi, con alcuni atti tra i più significativi della politica di questo governo e della sua maggioranza, quali l’introduzione del reato di immigrazione clandestina, le ronde, infine, pochi giorni fa, il rifiuto di appesantire le pene contro chi si rende responsabile di violenze contro i gay. Questa incredibile situazione che suscita critiche contro l’Italia da parte dell’Onu e dell’Unione Europea è condannata da quanto resta, nel nostro paese, della società civile, espressasi tra l’altro con la manifestazione dei 200 mila ieri a Roma. Ma, in teoria almeno, non potrebbe generare in qualcuno direttamente straziato sulla propria pelle o quella dei propri cari l’assurda ma non del tutto incomprensibile tentazione a reagire colpendo fisicamente, o solo minacciandolo, colui che politicamente è, anche se involontariamente,il regista di tanti orrori? Ci pensi il ministro Calderoli che subito ha immaginato esecutori o mandanti di sinistra. E pensiamoci tutti
da mariopinzauti
Il dopo Eluana: nel bene e nel male
Se veramente, come ha detto ieri notte a “Porta a porta”il ministro Sacconi si va verso un’intesa tra maggioranza e opposizione affinchè la legge sul testamento biologico sia approvata entro un paio di settimane, Eluana Englaro, morendo, oltre a liberare se stessa e la sua famiglia dal tormento e l’umiliazione di un’esistenza vegetativa durata diciassette anni, avrà fatto un enorme regalo a tutti i suoi concittadini, in particolare alle oltre 2000 persone che in Italia sono in condizioni di coma irreversibile. Drammi come il suo non dovranno più essere affidati al giudizio dei tribunali. Una legge li risolverà in partenza. Perchè questo avvenga, perché le buone intenzioni maturate a caldo ieri sera ,non finiscano,come tante altre a lastricare l’inferno,sarà però indispensabile por fine,se possibile con scuse adeguate,all’ignobile caccia ai presunti assassini di Eluana scatenata ieri sera. Le ambigue parole pronunciate da Berlusconi sulla possibilità che ci sarebbe stata di salvare la vita della ragazza se il decreto legge di venerdi non fosse stato bloccato (dalla mancata firma di Napolitano per incostituzionalità), l’aperto attacco al Capo dello Stato in Senato sia da parte di Quaglariello che di Gasparri (facendo meritare a quest’ultimo l’accusa d’”irresponsabilità”rivoltagli dal suo leader Gianfranco Fini ) sono stati veri e propri atti di imperdonabile sciacallaggio. Come lo sono stati le insinuazioni espresse nello studio di “Porta a porta” dal sottosegretario Roccella e a Udine da alcuni medici cattolici sulla possibilità che i sanitari e le infermiere che assistevano Eluana ne abbiano in qualche modo anticipato la morte per chiudere il caso prima del voto parlamentare sul disegno di legge voluto da Berlusconi. Si è trattato di vere e proprie infamie .Non sarà facile archiviarle.
da mariopinzauti





