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Paranormal Activity, doppio horror
Dunque, che nel 2010 ci sia ancora una “commissione censura” mi lascia stupefatto. Cosa deve fare ? Chi e come deve censurare?
Poi, che Alessandra Mussolini, in qualità di presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, abbia lanciato un allarme al ministro della Cultura Sandro Bondi per vietare un film horror ai minori di 18 anni mi lascia basito. Ma siamo ancora a questo ? Qualcuno, eletto da noi, decide cosa dobbiamo o non dobbiamo vedere ? Ma, sbaglio, o stiamo correndo all’indietro e tra poco torneremo ai tempi del Papa-Re ? Infine, domanda ingenua, mi chiedo cosa ci stiano a fare i genitori. Se tutta la loro partecipazione alla vita dei figli, alla loro educazione, sviluppo e crescita si debba limitare al frigorifero pieno di merendine al latte e ai pavimenti lavati con l’igienizzante, allora siamo ridotti veramente male. Se un filmetto fatto, dicono, da un giovane sconosciuto, con la infima cifra di 15 mila dollari (cifra che mi lascia veramente perplesso) ma pubblicizzato a raffica in tv e sui giornali con cifre ben più consistenti possa essere portatore di “attacchi di panico e problemi psicologici” ai giovani che lo vanno a vedere mi sembra quasi ridicolo. Anche il Codacons si è prontamente accodato nella nobile battaglia per salvaguardare le ignare menti dei nostri giovani ( che poi, a ben vedere, su you tube pubblicano di molto peggio e di molto più pericoloso, di più razzista e xenofobo). I giornali riprendono la “querelle” tanto da fare ulteriore pubblicità al film aumentando la curiosità per una ( giuro) cretinata di video. Tanto da farmi venire il sospetto che la Mussolini, il Codacons e altri parrucconi siano in realtà (ignari ?) strumenti di un’abile campagna di marketing.
da luca ajroldi
L’Opinione pubblica? Non abita più quì
Klaus “prezzemolino” Davi, giovane con un avvenire dietro le spalle, ha intervistato Dell’Utri. E allora, sai che scoop, direte voi. Anche io lo dico ma parlo dell’intervista perchè questa verte sui “presunti” diari di Mussolini che molti storici hanno bollato come falsi. Ma Dell’Utri li prende per buoni e “prezzemolino” Davi lo intervista per ( contratto? compenso? incoscienza? non so) conoscere il giudizio di Dell’Utri su Mussolini. Tralascio il contenuto e le risposte perchè sono il solito ciarpame revisionista che vuole accreditare un Mussolini buono che non si fida di Hitler cattivo, di un Mussolini buonissimo costretto alla cattiveria dalle orride sanzioni, dei repubblichini di Salò buoni come i partigiani, anzi più buoni. Ciarpame bollato come tale da qualsiasi studioso anche non di illustre fama. Ma tiremm innanz come diceva il nostro eroe. Ieri sera alla radi ( radio 24 per l’esattezza) tal Cruciani, conduttore della trasmissione inventata da Giancarlo Santalmassi, una gentile signorina parlando del divorzio tra Berlusconi e la lario, diceva che in qualunque paese civile il Premier che si fosse trovato nella stessa situazione avrebbe dovuto dare le dimissioni. Il conduttore inorridito per questa ipotesi le ha detto di non esagerare. Dimissioni via, che parola grossa. E invece, a parer mio, la signorina aveva ragione. Questa non è una vicenda privata su cui sarebbe indegno speculare. E’ una vicenda politica su cui riflettere. Questo paese, questa repubblica, non ha più una opinione pubblica che si scandalizza che si indigna, che rumoreggia. Dal partito del Premier non possono venire timori o pressioni perchè il Premier è proprietario del partito e chi lavora con lui ha un contratto e una mercede, dunque, silenzio. E allora chi dovrebbe parlare? La tv? In pieno conflitto d’interessi, tace. La stampa? E’ evidente che tengo famiglia, quindi meglio stare sottotraccia. E il paese? Il paese in stato confusionale dice: che noia, chissenefrega. Che il risveglio vi sia lieve.
da luca ajroldi






