Posts Taggati come ‘napolitano’
La bolgia, la fuori
LA MARCEGAGLIA SI LAMENTA CHE NON SI FACCIA POLITICA, TROPPO PRESI DAI RICORSI. POVERINA E’ DAL UN PO CHE NON RIESCE A FARE AFFARI LUCROSI, DOPO LA MADDALENA. NAPOLITANO IN VISITA A TOR VERGATA SI LAMENTA DEL CAOS POLITICO. DI PIETRO CONVERTITO O CONVINTO (?) NO ATTACCHI AL COLLE SABATO IN PIAZZA. LE FOTO DEL MINISTRO LA RUSSA IN FUNZIONI “ANOMALE” FANNO IL GIRO DEL MONDO SU SITI E GIORNALI. CRISI: C’E’ MA BERLUSKA NON LA VEDE. ANZI SIAMO IN RIPRESA. LA BANCA EUROPEA CI ESORTA A RIVEDERE I CONTI E RIDURRE IL DEBITO ABNORME. AFFITTI: BANKITALIA CONTRO ISTAT: BARA SUI NUMERI.L’INCHIESTA G8 E GLI APPALTI: LA PROCURA DI ROMA FRENO’ SU INTERCETTAZIONI PER “OPPORTUNITA’ POLITICA”.
da luca ajroldi
Un appello di Napolitano e Fini
Chissà se i due, il Presidente della Repubblica e il Presidente della Camera hanno elementi di valutazione diversi dai nostri? Lanciare,come hanno fatto questa mattina, un appello alla coesione nazionale, di badare all’interesse nazionale tralasciando le polemiche politiche e hanno fatto riferimento alla figura di De Nicola, primo presidente della Repubblica Italiana uscita dalla guerra. Ecco, mi domando se loro non ne sappiano di più. Altrimenti, l’appello, l’invito, il richiamo, come volete voi, non è altro che un vuoto simulacro. Anche un po ipocrita perchè non riconosce a chiare lettere che la maggioranza che siede in parlamento non gioca con le stesse regole politiche della minoranza. Non ha a cuore gli stessi interessi collettivi e, sopratutto, non ha al suo interno la stessa dialettica. Il PdL è un partito proprietario, organizzato come una azienda, che comunica attraverso slogan, eventi e massicce campagne pubblicitarie. Pretende che la minoranza si comporti come quella di un consiglio di amministrazione ma non certo come rappresentanti dell’altro 50 per cento del paese. Dunque un appello per superare le polemiche politiche. Ma quali ? Di riforme non si parla se non quella della giustizia nell’interesse del proprietario e basta. La modernizzazione del paese vive solo negli spot pubblicitari perchè, alla prova dei fatti, basta un po di freddo e neve per bloccare tutto ed è sufficiente andare in qualche ufficio pubblico per vedere che è cambiato poco e niente. Facciamoli gli appelli, se proprio si deve, ma consapevoli che essi sono un rito propiziatorio e non una realtà possibile.
da luca ajroldi
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di mario pinzauti il 01/1/70
L’occasione
Riteniamo sciocco e pericoloso riempirci pancia e cuore di pure illusioni.Non possiamo tuttavia evitare di constatare che qualcosa si sta muovendo. La maggior parte dei sondaggi dei giornali e degli istituti specializzati danno ragione a Napolitano anche dopo gli ultimi perfidi attacchi di Berlusconi. Quagliariello, Gasparri e altri della canagliesca brigata. Il documento di “Libertà e Giustizia” per la difesa della Costituzione ha già raccolto 150 mila firme. Enrico Mentana, che lascia disgustato “Canale 5”, dopo che la rete televisiva ammiraglia di Berlusconi ha rifiutato di dare, in prima serata, gli approfondimenti sulla morte di Eluana, preferendo “Il grande Fratello”, riceve -nell’azienda di proprietà del Presidente del Consiglio!- la solidarietà dei suoi colleghi giornalisti, pronti a scendere in sciopero a suo sostegno.Ebbro ma anche schiavo del suo delirio di onnipotenza questa volta forse il piccolo Napoleone è andato troppo oltre. Sembra comprenderlo il saggio e furbo Gianni Letta che si distanzia dalle velenose frecciate del suo boss e invoca il silenzio. Mostra di capirlo sempre più chiaramente Fini quando torna a difendere il Capo dello Stato. Prende così forma la sia pur debole speranza che sia in arrivo un’occasione fino a poche settimane fa letteralmente impensabile.Certo per darle consistenza e coglierla, per tentare di portare fuori il paese da quella che forse è la fase più pericolosa della storia della Repubblica occorrerà grande compattezza, decisione chiarezza d’idee: esattamente il contrario -per dire pane al pane e vino al vino- di comportamenti come quelli di Rutelli e degli altri tre parlamentari cattolici del pd che hanno votato a favore di una mozione della maggioranza sul fine vita ieri,vale a dire il giorno dopo che la maggioranza si era avventata contro Napolitano.
da mariopinzauti
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di daland il 01/1/70
Il rischio
Se fossimo ancora negli anni della nostra gioventù, quelli che, a guerra finita, portarono la democrazia, poi la Repubblica, poi, in un meraviglioso, intenso crescendo, la ricostruzione e il miracolo economico italiano, non avremmo dubbi. Nel giro di pochi giorni l’uomo che sta oltraggiando la Costituzione, definendola di “taglio”sovietico” e violandola apertamente, sarebbe spazzato via dalla scena politica, costretto al ritiro in una delle mille e una ville del suo immenso impero da una protesta popolare che occuperebbe tutte le piazze d’Italia con il sostegno,in Parlamento,di un’opposizione compatta e agguerrita. Quei tempi sono passati e lontani. Perciò quest’uomo riesce a imporre impunemente la sua prepotenza, la sua spregiudicatezza, la difesa soprattutto dei suoi personali interessi ,arrivando a convincersi e a convincere parte degli italiani che tutto, anche l’impossibile, anche l’illecito è nei suoi poteri. Ora, però, esaltato dai trionfi già ottenuti e da quelli che si aspetta dal futuro, egli sta andando troppo oltre, sta imboccando, con guasconesca baldanza, un terreno su cui, perfino per lui, ci potrebbe essere il rischio. Il personaggio che egli ha eletto a suo principale avversario, il presidente della Repubblica, ha avuto, ieri a Napoli, accoglienze trionfali e in un sondaggio risulta nettamente vincente nel consenso popolare. Ma il pericolo maggiore per la credibilità, o meglio la faccia dell’uomo di cui ci occupiamo è nell’ invito rivoltogli da papà Beppino perché constati personalmente, con una visita alla clinica “La Quiete” di Udine, lo stato di Eluana. Un no sarebbe confessione di viltà. Un si porterebbe a un’esperienza che -nonostante la faccia di bronzo che mamma gli ha dato-non potrebbe non sconvolgere l’uomo politicamente;e forse-ce lo auguriamo per lui.anche umanamente.
da mariopinzauti
Salviamo la Memoria per salvare noi stessi
Tra le trasmissioni televisive che, in questi giorni, sono state dedicate all’Olocausto ci ha colpito particolarmente quella (andata in onda ieri mattina su Rai 1) in cui una sopravvissuta allo sterminio ha chiesto all’intervistatore:”ci sarà ancora la Memoria quando noi,gli ultimi testimoni di quell’orrore,non ci saremo più ?”.Il conduttore e altre persone presenti nello studio televisivo hanno risposto con un deciso e caloroso si. Noi, al loro posto,non ci saremmo sentiti di proclamare tanta certezza. Perchè il Giorno della Memoria viene ancora vissuto con commozione da molti ma in numero sempre minore ogni anno che passa. Al Quirinale, stamane, un vecchio antifascista, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano accoglie un gruppo di sopravvissuti ma accanto a lui non c’è il Presidente del Consiglio che, in questa solenne occasione, ritiene sufficiente farsi rappresentare dal sottosegretario Letta ma che giorni fa si è occupato personalmente di ebrei raccontando in pubblico su di loro barzellette di pessimo gusto. Il numero dei negazionisti cresce nel mondo, del loro gruppo fa parte, da pochi giorni, anche un vescovo. Nelle frange estreme della politica, soprattutto, duole dirlo, di sinistra la condanna di Israele, le bandiere con la stella di David bruciate per le strade generano l’antisemitismo più bieco. Migliaia di studenti sono portati a visitare Auschwitz e gli altri campi di concentramento ma milioni di giovani non sanno neppure che questi luoghi di orrore sono esistiti. Si, purtroppo la Memoria rischia prima di indebolirsi e poi di estinguersi assieme alle povere esistenze dei pochi vecchi sopravvissuti.E con essa oltretutto rischiano d’indebolirsi prima e di estinguersi poi le resistenze psicologiche nostre e più ancora quelle delle nuove generazioni contro il rischio di ripetersi di simili orrori. Perché questo non avvenga dobbiamo chiedere, reclamare alle forze politiche di intervenire affinchè – anzitutto inserendo l’Olocausto nei libri di storia per le scuole con risalto e spazio adeguati-la conoscenza e la riflessione sul genocidio si diffondano sempre di più. E occorre poi intervenire nell’ambito personale,dando ognuno un contributo per ottenere che nella nostra famiglia,tra i nostri amici e conoscenti,tra coloro che seguono la nostra attività tutti sappiano. Noi abbiamo cominciato a farlo con questo blog. Lo faremo ancora. Non solo per le vittime dello sterminio ma per noi,i nostri figli la Memoria deve essere salvata.
da mariopinzauti
Le battaglie di Di Pietro
Di Pietro ha raccolto il testimone da un silenziosissimo Beppe Grillo e ne rilancia i temi. A chiunque voglia starlo a sentire, ma anche a chi non è interessato, l’ex magistrato di mani pulite, l’ex simbolo di chi voleva un’Italia con meno corruzione, lancia messaggi forti e chiari. Privi di dialettica, magari, senza raffinatezze semantiche, in puro stile pasta e fagioli, Di Pietro se la prende con il Presidente della Repubblica, reo a suo dire, di un eccesso di “vogliatevi bene”.
Credo che Di Pietro abbia perfettamente ragione. Io mi aspetto, tutti si aspettano, che il Presidente della Repubblica usi la forza della persuasione morale per far finire due scempi : l’elezione del Presidente della Commissione parlamentare di vigilanza e l’elezione di un giudice costituzionale. Nel caso della commissione parlamentare la situazione è semplicemente scandalosa. La presidenza delle commissioni di controllo spettano all’opposizione e i partiti hanno scelto Leoluca Orlando che però non piace alla maggioranza e così stanno facendo mancare il numero legale da oltre tre mesi e lo faranno ad oltranza finchè l’opposizione non cambierà candidato. I Radicali hanno occupato l’aula ma la cosa ormai non fa notizia. Sul giudice costituzionale ormai è una questione di analisi del sangue, di simpatie, di equilibri e tanto altro. Sono convinto che la voce del Presidente della Repubblica si debba levare alta non per dire che dobbiamo volerci bene ma per intimare a tutti il rispetto delle regole.
da luca ajroldi
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di luciana il 01/1/70






