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Il presidente sempre presente: Berlusconi
“C’è un presidente/ sempre presente,/ che ci accompagnerà !”. “Siamo qui per te,/ cuore e anima,/ un’unica voce:/ Silvio grande grande è!”. Musica del maestro Pino di Pietro, testo di Loriana Lana, paroliera preferita di Silvio. Le immagini del videoclip sono conseguenti: un orgia di Silvio in tutte le salse, con ogni copricapo, in ogni situazione. Insomma, il Grande Timoniere.
Che io ricordi nessun leader politico, in Italia dal 1950 in poi, ha mai avuto la “soddisfazione” di sentir cantare le sue lodi con questo profluvio di parole. Va bene, scherziamoci sopra. Ridacchiamo per la musica e per le parole ma poi fermiamoci un attimo e facciamo una riflessione su noi stessi. Su un paese che sta cominciando a tralasciare i processi democratici per tornare ad inseguire i miti, i simboli di un potere trascendente. Insomma, tra Mao e Stalin. Continua a leggere… »
da luca ajroldi
Lo sfruttamento del dolore

Lo sappiamo, non si può resistere alla tentazione di andare sui luoghi del terremoto. Un po’ è la curiosità di vedere una città distrutta, piegata su se stessa, implosa. Un po’ è la voglia di apparire, di mettersi in mostra, di esserci. Di sfruttare, con poca fatica il dolore e il dramma di altri.
E’ quello che accade all’Aquila e in Abruzzo in questi terribili giorni che ci hanno fatto passare la voglia di scherzare. Eppure, ogni giorno, Ministri con codazzo al seguito distolgono gente che sta lavorando duramente e senza soste da oltre 70 ore per apparire in tv, farsi fotografare e rilasciare interviste. Mezzo governo è presente sui luoghi del disastro con relativo strascico di giornalisti e televisioni. E tutti fanno lo stesso giro.
Si comincia con Onna, ridotto ad un paese fantasma, poi si continua con il Duomo, con l’Ospedale e la Casa dello Studente. Tutti fanno “riunioni operative”, tutti danno disposizioni, impartiscono ordini. Continua a leggere… »
da luca ajroldi
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di lucio il 01/1/70
I costi della politica
Smarrito portafoglio, diceva un annuncio su ” Il Messaggero” molti anni fa, a chi lo ritrovasse dico di tenerlo. Ma, per favore, restituitemi il denaro, a cui sono affettivamente legato da tantissimo tempo. Quell’ironico annuncio deve aver colpito per sempre la nostra classe politica, di qualunque tipo e genere perchè ormai da moltissimi anni rincorre stipendi e compensi senza fermarsi mai.
L’ultimo accertamento arriva dal censimento delle municipalizzate e dalle società miste pubblico-privato. Dicono le cifre: 4.500 società che hanno 23.000 ( ventitremila per chi non avesse letto bene) consiglieri d’amministrazione con il seguito di segretarie, autisti e auto blu, per 250.000 dipendenti. Ossia un consigliere d’amministrazione ogni 4 impiegati?
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da luca ajroldi
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di riccardo il 01/1/70
Catania, una bancarotta che non scandalizza nessuno ?
Resto sempre più meravigliato nell’osservare la straordinaria capacità di assorbire e metabolizzare che hanno i nostri quotidiani e, di conseguenza, la gente, il paese, i cittadini, chiamateli come volete. Ieri sera è andata in onda su RAI3, Report, ( eddove sennò) l’inchiesta di Sigfrido Ranucci sulla orrida e forse fraudolenta gestione della città di Catania da parte del sindaco Umberto Scapagnini, medico personale di Berlusconi, che l’ha portata quasi alla bancarotta e, come al solito è stata salvata con i nostri soldi dal solito Silvio Berlusconi.
Opere faraoniche, sperperi, favoritismi, bassa politica, odore di mafia e di massoneria. Insomma tutto l’armamentario. Un’ inchiesta puntigliosa, documentata, anche ironica nella sua drammaticità . Lo sperpero di denaro senza che la città ne traesse beneficio. Mi aspettavo questa mattina, un’ondata d’indignazione. Mi aspettavo che altri colleghi ne avrebbero segnalato i dati più rilevanti. Mi aspettavo che almeno parte dell’opinione pubblica avrebbe reagito con fastidio, forse anche con schifo nei confronti di un vero macello amministrativo e contabile fatto di interventi colossali poi lasciati andare in abbandono. Invece niente. A parte La Repubblica, ( ovviamente) il silenzio.
Assuefazione o menefreghismo ? Paura o rassegnazione ? Non saprei dire. Quello che so è che sono sempre più indignato e chiedo maggiore indignazione da parte dell’opinione pubblica. Scrivete mail ai giornali, chiedete a gran voce che i giornalisti tornino a fare il loro mestiere.
Dopo il continua le prime due parti dell’inchiesta di Report
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da luca ajroldi
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di Sunny il 01/1/70
Europarlamento: l’assenteismo degli italiani
Gli italiani sono i più assenteisti di tutti. Non è una novità neanche che siano i meglio pagati di tutti. E le cose, stando a uno studio dell’Università tedesca di Duisburg e a una inchiesta delle Acli (secondo cui la presenza dei parlamentari italiani si attestava all’ultimo posto assoluto con il 68,6% e cioè 13 punti sotto i francesi, 20 sotto gli olandesi, 21 sotto i belgi e i finlandesi) sono progressivamente peggiorate. Che noia, sbottano puntualmente tutti quelli che si sentono sotto accusa, «non vanno guardate le presenze nelle sedute ma nelle commissioni».
Meglio di no, perchè poi qualcuno potrebbe farsi venire la voglia di controllare sul serio. Come mi disse un funzionare francese una sera che eravamo a cena insieme a Brusselles: ” ….. ma scrivilo, dillo forte, se l’Italia è bistrattata nelle decisioni europee, se le aziende italiane non vincono le gare è molto semplice. Gli italiani non vanno nelle commissioni, non partecipano ai lavori, non si battono con i loro omologhi, non fanno politica. Si annoiano, non capiscono e non parlano le lingue. Quando smetterete di mandare quì i trombati, gli incompetenti e i raccomandati?”
Dopo il continua un video delle Iene
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da luca ajroldi
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di claudio il 01/1/70






