Posts Taggati come ‘orlando’

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Mischiare le carte

Se c’è una cosa che questa maggioranza sa fare benissimo è mischiare le carte. Vengo rapidamente al fatto. All’opposizione spetta la nomina del presidente della commissione parlamentare di vigilanza. La minoranza sceglie Leoluca Orlando. Berlusconi non lo vuole e il PdL si oppone facendo muro. Ma bisogna anche nominare un giudice costituzionale. Spetta alla maggioranza, che sceglie( guarda caso) un avvocato di Berlusconi, Gaetano Pecorella. Nomina che il PD giudica “incompatibile la scelta di Pecorella in quanto il parlamentare del Pdl e avvocato difensore di Silvio Berlusconi è al momento oggetto di un procedimento penale ( Pecorella è imputato per favoreggiamento nelle strage di piazza della Loggia a Brescia).
Adesso leggete cosa dice il vicepresidente dei deputati del PdL e rendetevi conto del processo di manipolazione dei fatti.
” “Il ‘no’ che è giunto questo pomeriggio dal Pd, dice il deputato di AN, è incomprensibile sia per il profilo della candidatura stessa,( palese conflitto d’interessi e imputato ndr) sia per l’assodata necessità che il nuovo giudice venga dall’area che lo aveva espresso”. “Non è comprensibile che il centrosinistra pretenda di imporre un nome per la vigilanza Rai( che gli spetta per consuetidine acclarata e consolidata ndr) e, allo stesso tempo, metta veti su un’elezione che spetta palesemente alla maggioranza”. Ora, avverte ancora l’esponente della maggioranza, “il percorso è molto più accidentato”.
Credo sia sufficiente. Forse il 25, in piazza si dovrà parlare sopratutto di “corretta informazione”.

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ott  08
15
alle 06:34
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di Emanuele il 01/1/70

caro federico, prima di scrivere qualcosa documentati su chi è Pecorella..... quando si parla di...

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Il dogma dell’onnipotenza

Qualche giornale mette in circolazione odore di bruciato a proposito di quello che, dalla settimana prossima, dovrebbe essere il rush finale del braccio di ferro tra maggioranza e opposizione per l’elezione del presidente della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai. Lo fa dando credito alle voci secondo cui, presto, un accordo verrà trovato scegliendo il parlamentare cui assegnare lo scettro di presidente all’interno di una rosa di nomi da concordare tra maggioranza e opposizione. Detto così il boccone potrebbe sembrare commestibile se non ci fossero due ma grossi come case. Il primo consiste nel fatto che, per consuetudine parlamentare, il presidente della commissione di vigilanza è scelto dall’opposizione e se la maggioranza non lo gradisce-come avvenne nel ’96 quando il centrodestra propose e impose quel bel tipino di Storace-non gli resta che mandar giù il rospo e senza nemmeno dire boh. Il secondo ma nasce da una sorta di ultimatum di Berlusconi il quale ha avvertito amici,nemici e neutri che la rosa otterrà il suo indispensabile beneplacito solo se verrà a priori epurata da due nomi-quelli di Orlando e Giulietti- che gli sono sgraditi e dovrebbero di conseguenza essere sgraditi a tutti gli altri. E’chiaro che se questa condizione venisse accettata avremmo un contributo bipartisan al dogma dell’onnipotenza di Silvio; e che l’opposizione perderebbe la sua ragione di esistenza. Di Pietro l’ha ricordato con poche, inesorabili parole: che ci auguriamo trovino il chiaro e immediato consenso del Pd.

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ott  08
9
alle 07:37
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di daland il 01/1/70

Mi meraviglio che un decisionista come Berlusconi non abbia ancora preso il toro per le corna.

G...

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Le battaglie di Di Pietro

Di Pietro ha raccolto il testimone da un silenziosissimo Beppe Grillo e ne rilancia i temi. A chiunque voglia starlo a sentire, ma anche a chi non è interessato, l’ex magistrato di mani pulite, l’ex simbolo di chi voleva un’Italia con meno corruzione, lancia messaggi forti e chiari. Privi di dialettica, magari, senza raffinatezze semantiche, in puro stile pasta e fagioli, Di Pietro se la prende con il Presidente della Repubblica, reo a suo dire, di un eccesso di “vogliatevi bene”.
Credo che Di Pietro abbia perfettamente ragione. Io mi aspetto, tutti si aspettano, che il Presidente della Repubblica usi la forza della persuasione morale per far finire due scempi : l’elezione del Presidente della Commissione parlamentare di vigilanza e l’elezione di un giudice costituzionale. Nel caso della commissione parlamentare la situazione è semplicemente scandalosa. La presidenza delle commissioni di controllo spettano all’opposizione e i partiti hanno scelto Leoluca Orlando che però non piace alla maggioranza e così stanno facendo mancare il numero legale da oltre tre mesi e lo faranno ad oltranza finchè l’opposizione non cambierà candidato. I Radicali hanno occupato l’aula ma la cosa ormai non fa notizia. Sul giudice costituzionale ormai è una questione di analisi del sangue, di simpatie, di equilibri e tanto altro. Sono convinto che la voce del Presidente della Repubblica si debba levare alta non per dire che dobbiamo volerci bene ma per intimare a tutti il rispetto delle regole.

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set  08
30
alle 01:01
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di luciana il 01/1/70

Bravo Emanuele mi hai tolto le parole di bocca,la penso proprio come te.