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Nobiltà e miseria
Nessuno salvo uno in Italia e nel mondo se l’è sentita di cercare e trovare un paragone tra l’aggressione subita da Silvio Berlusconi il 13 dicembre a Milano con lo spintone con cui Susanna Maiolo la sera del 24 dicembre ha fatto cadere Benedetto XVI. L’uno che ha rappresentato l’eccezione era-e non poteva che essere-il nostro e vostro Presidente del Consiglio. Il quale Presidente del Consiglio, visto che era a spendere in fatto di baggianate, è andato anche oltre, in un’intervista e ottenuta, presumibilmente senza difficoltà alcuna dal tg1, ha indicato un’unica causa per i due gesti scellerati: la campagna di odio che si sarebbe scatenata nel paese. E’un giudizio che nessun altro ha condiviso: in Italia, all’estero e nemmeno in Vaticano. In Vaticano non solo si è evitato ogni accenno d’ipotesi a possibili mandanti, si è fatto di tutto per minimizzare l’episodio. Dopo l’aggressione Benedetto XVI è rimasto in San Pietro e ha concluso la funzione natalizia. Il giorno dopo, durante la benedizione urbi et orbi, neppure ha menzionato la prova subita. Il portavoce della stampa vaticana, padre Lombardi, ha espresso l’opinione, sicuramente non solo personale, che la Maiolo non debba finire in carcere e tanto meno essere sottoposta a procedimento giudiziario ma affidata alle cure di medici e strutture che si occupano di malattie mentali mentre Berlusconi, un paio di giorni fa, ha chiesto alla magistratura di dare un significativo esempio infliggendo allo psicolabile Tartaglia una dura condanna. I lettori ci sono testimoni che non sempre siamo teneri nei confronti del Papa e del Vaticano. Ma questa volta siamo di fronte a un confronto tra un’esibizione di nobiltà e la rinnovata conferma di una squallida miseria morale di cui soffre un uomo e, con lui, purtroppo anche tutto il paese..
da mariopinzauti
Benedetto XVI: ci sei o non ci sei?
Benedetto XVI:ci sei o non ci sei? E se ci sei non ti sembra che sia venuto il momento di battere un colpo e di quelli forti, udibili, anche senza l’ausilio di apparecchi acustici, perfino per i sordi o almeno per i mezzi sordi? Berlusconi ha appena detto che i rapporti tra lui e la Chiesa Cattolica sono ottimi e che quindi non c’è alcun bisogno d’incontri chiarificatori tra lui e il Papa. Ma “Famiglia cristiana”, il più diffuso tra i settimanali cattolici, più volte gli ha fatto il pelo e il contropelo per il suo ruolo di licenzioso papi nella vicenda di Noemi Letizia e per essere stato protagonista, a Palazzo Grazioli, a Roma e a Villa Certosa, in Sardegna, di vicende che sembrano uscite da una versione 2008-2009 delle opere del marchese De Sade. E non molto meglio, sia pure con una maggiore prudenza nei termini, l’ha trattato “Avvenire”, il giornale dei vescovi. Si mettano sul piatto della bilancia anche le dichiarazioni critiche non solo dei “parroci fuorviati” di cui Berlusconi è costretto ad ammettere l’esistenza e la loquacità ma pure le critiche di qualche principe della chiesa, leggi vescovo e cardinale, e allora ci vuole altro che il cannocchiale di Galileo per vedere gli ottimi rapporti che il premier vanta con la Chiesa Cattolica. Questo per l’ultimo prete di campagna. E anche per il Sommo Pontefice. O almeno così dovrebbe essere. Ma se è così -come noi, assieme a tanti altri ,riteniamo che sia- il Papa ha il dovere di parlare forte e chiaro. Altrimenti lui, e con lui la Chiesa Cattolica, accetterebbero di sostenere e far propria, oltretutto a loro stesso danno,. l’ultima menzogna del più grande bugiardo contemporaneo.
da mariopinzauti
Di nuovo sudditi del Papa re
Tra tutti spicca, sovrasta e soffoca il commento uscito a caldo dal Vaticano: ”Ci hanno ascoltato”.
E così è purtroppo è stato. Contro la netta e decisa posizione del Capo dello Stato, espressa addirittura, a scanso di equivoci, in forma scritta, per lettera, contro due sentenze della magistratura, contro l’orientamento dichiarato, nei sondaggi, dalla gran parte degli italiani ,il governo, nella riunione del Consiglio dei Ministri di oggi,ha deciso di fermare la pietosa, civile operazione con cui, dopo diciassette anni di vita vegetale, si stava ponendo fine all’agonia di Eluana Englaro e ha accolto le pressioni senza precedenti nella storia della Repubblica messe in atto dalla Chiesa cattolica. E così, centotrentanove anni dopo la caduta di Porta Pia, grazie a Berlusconi, grazie ai suoi ministri-compresi quelli che avevano espresso obiezioni ma hanno ceduto dopo essere stati minacciati di essere cacciati dal governo -siamo tornati sudditi del Papa re.
da mariopinzauti
Ultimo commento:
di mario pinzauti il 01/1/70
Quando la Chiesa si fa male da sola
Non gli è bastata la figuraccia per l’indulgenza verso i lefebvriani, per il satanico vescovo Williamson in particolare: su cui in ritardo, e non certo parlando e agendo ad opera d’arte, ha messo una pezza:che ha ottenuto di abbassare il volume delle polemiche delle comunità ebraiche ma non le ha fatte rientrare del tutto. Ora, a testa bassa, con pervicacia teutonica, Benedetto XVI è tornato ad autocoinvolgersi in situazioni che non fanno bene né al prestigio della Chiesa Cattolica né al suo personale. L’ha fatto con la veemente, indignata condanna dell’eutanasia pronunciata, in occasione dell’”Angelus”domenicale, proprio nel momento in cui, su questo argomento, per il Papa e la Chiesa cattolica il silenzio sarebbe stato d’oro: dato che il giorno prima il Presidente della Corte d’Appello di Milano aveva ricordato che il caso di Eluana Englaro -il caso che chiaramente ha ispirato l’intervento del Pontefice- è chiuso e risolto definitivamente dalle sentenze:della Corte d’Appello di Milano,della Cassazione e del Tar della Lombardia. Certo la Chiesa ha i suoi principi, il Papa ha il dovere di difenderli e di esaltarli. Ma Benedetto XVI dovrebbe capire che non può, per questo, di fatto contestare la legittimità degli atti della magistratura italiana e a maggior ragione se lo fa con forme anche poco corrette,visto che quello di Eluana Englaro più che un caso di eutanasia sarebbe un caso di pietosa conclusione di uno stato di vita puramente vegetativa in atto da diciassette anni.Noi non vogliamo ergerci a paladini né del buon nome né della buona salute di Santa Madre Chiesa.Cercando di entrare nel ruolo di osservatori il più possibile obiettivi ci sembra però che con queste uscite il Papa e il Vaticano si facciano male da soli mettendosi su un piano in cui rischiano di trovarsi vicini al ministro Sacconi che ha sottoposto una clinica di Udine a un vero e proprio ricatto per indurla a non ospitare Eluana per l’ultimo viaggio e a Maurizio Gasparri che ha risposto agli argomenti del Presidente della Corte d’Appello di Milano con una raffica d’insulti e di minacce.
da mariopinzauti
Perché non lo ha fatto?
Alla fine anche Berlusconi ha detto la sua sull’Olocausto. Non c’era al Quirinale, ad ascoltare le nobili, toccanti parole del Presidente della Repubblica. E doveva farsi perdonare le barzellette di orrendo gusto sugli ebrei brutti e cattivi uscite dalla sua bocca qualche giorno fa. Alla fine, però, dopo aver ascoltato o letto le tante dichiarazioni di commossa rievocazione delle vittime dello sterminio e di ferma condanna del nazismo ha capito che aggiungendo il silenzio alla sua assenza al Quirinale avrebbe fatto una pessima figura di fronte all’opinione pubblica nazionale e internazionale.E così ha reso noto un messaggio in cui,sull’argomento,c’era quanto bastava. Ci chiediamo perché sulla stessa linea non si sia mosso un altro autorevole personaggio che pure avrebbe avuto non solo il dovere ma anche l’interesse di far sentire la sua voce sull’Olocausto:il Papa.Com’è noto sull’Olocausto Benedetto XVI,e con lui il Vaticano,da qualche giorno sono oggetto di dure critiche dopo che la chiesa cattolica ha riammesso nella sua gerarchia quattro vescovi lefebvriani,uno dei quali,l’inglese Richard Williamson , è un deciso negazionista e afferma pubblicamente (l’ha fatto in questi giorni anche in tv)che le camere a gas,i forni crematori,lo sterminio di 6 milioni di ebrei sono una pura invenzione..Com’era non solo giusto ma inevitabile il fatto ha provocato un’ondata di vera e propria indignazione:non fermata e neppure attenuata dai deboli,per certi aspetti addirittura ridicoli argomenti difensivi cui sono ricorsi il portavoce del Vaticano padre Lombardi,”l’Osservatore romano”e il cardinale Bagnasco.Secondo i quali le posizioni di Williamson esprimono solo opinioni personali che non coinvolgono la Santa Sede.Come se la Santa Sede potesse risparmiarsi un coinvolgimento quando opinioni tanto aberranti sono dichiarate e diffuse non da un sagrestano o una perpetua ,nemmeno da un parroco di campagna ma da un vescovo!Il Vaticano avrebbe potuto tuttavia almeno inventarsi qualcosa per salvare capra e cavoli,avrebbe potuto ad esempio evitare di cacciare a calci nel sedere dalla gerarchia cattolica il figliol prodigo negazionista e contemporaneamente offrire al mondo una plausibile prova del fatto che la Chiesa comunque condanna senza dubbi e attenuanti l’Olocausto..Bastava che nel Giorno della Memoria il Papa in persona dicesse o scrivesse poche ma chiare e ferme parole..Perchè non l’ha fatto?Perchè il Vaticano è ricorso invece a un espediente,che non scomoda il Papa ma certamente non chiude la bocca ai critici,anzi?Parliamo della richiesta di perdono che ieri ,per le parole di Williamson, un gruppo di prelati lefebvriani ha rivolto al Papa ,anziché a coloro che sono stati offesi dal vescovo negazionista:gli ebrei
da mariopinzauti
Il privato e il pubblico secondo Schifani
Venerdi il presidente del Senato Renato Schifani e la sua gentile signora sono stati ricevuti dal Papa in forma privata.Ripetiamo privata.Ribattiamo privata..Dovrebbe dunque essere chiaro,anche senza tanta ripetuta insistenza sull’aggettivo,che il fatto riguardava unicamente le persone coinvolte,cioè i coniugi Schifani e l’illustre padrone di casa,Benedetto XVI.Tanta chiarezza,anzi eccesso di chiarezza non ha convinto però il direttore del tg 1,Gianni Riotta,il quale, nell’edizione principale del suo notiziario ,quella delle 20,seguita,com’è noto,da parecchi milioni di telespettatori,,ha fatto mettere in onda un servizio con immagini e cronaca in voce su questo avvenimento di cui in teoria e anche in pratica al novantanove,novantanove per cento del suo pubblico sicuramente non importava un beneamato cavolo.E questa “birichinata”,chiamiamola così per respingere la tentazione a usare termini più pesanti,è stata solo l’ultima di una lunga serie di atti di servitù e di cortigianeria che hanno avuto per sede la principale testata di quella Rai pressocchè quotidianamente additata da Berlusconi come roccaforte dei suoi nemici.
da mariopinzauti
Santificazione prossima?
Secondo le fonti ufficiali i tempi non coincidono, cioè le affermazioni del Papa sulla comunione ai divorziati lette in teleconferenza durante il congresso eucaristico mondiale sarebbero state scritte prima che sabato scorso, a Porto Rotondo, Berlusconi esprimesse la speranza che la Chiesa riconosca ai divorziati, o almeno ai più bravi tra di loro, lui ad esempio, la possibilità di fare comunione. Non esiste dunque-si fa notare-alcun collegamento. Non abbiamo ragione di dubitare che le cose stiano in questo modo. Ma se così è bisogna dire che tra la massima autorità politica, oltre che finanziaria del nostro paese e la massima autorità spirituale urbi et orbi si sta creando una sorta di telepatia che permette all’uno e all’altro di far incontrare le reciproche idee con reciproca soddisfazione. Nel suo messaggio, ufficialmente scritto prima della dichiarazione di Berlusconi, Benedetto XVI ha confemato il no alla comunione per i divorziati ma ha aggiunto che il sacramento è riservato a chi “è puro e senza peccato”. Ha detto dunque parole che devono essere sembrate brodo di giuggiole a Berlusconi che pur essendo il più grande dei bugiardi e il meno corretto dei politici ha sempre affermato che si comporta in questo modo unicamente per assicurare il bene comune: per cui è puro, purissimo. Non meno gradite agli orecchi e al cuore del premier sono state altre parole del Pontefice secondo il quale anche per chi non fa comunione “basta il desiderio di avvicinarsi all’ostia e alla partecipazione all’eucaristia” per ottenere “una forza e un’efficacia salvifica”. E poichè in Berlusconi di questo desiderio ce n’è a bizzeffe, come il premier ha dimostrato quando, complice qualche prete amico di “Forza Italia”, la comunione l’ha fatta clandestinamente -come avvenne ai funerali di Craxi- non c’è dubbio che da queste parole papali egli si senta premiato, perfino autorizzato a credere che la sua santificazione, più volte chiesta dai suoi fans, sia ormai una questione di mesi, se non di giorni.
da mariopinzauti
Sempre più in alto
Quest’anno bisestile è funesto per tutti, anzi per quasi tutti, perchè almeno un’ eccezione c’è, quella costituita da Berlusconi. Sicuro che gli vada sempre bene, che la fortuna gli abbia impresso sulla fronte un bacio indelebile ne fa ogni giorno una più grossa di quella del giorno precedente e senza che qualcuno gli si metta seriamente di traverso. Anzi, salvo l’incorreggibile Di Pietro, c’è una gara a chi stende sul suo cammino il tappeto più invitante. L’ultima è datata sabato 21 giugno e collocata a Porto Rotondo, dove, incontrando durante una cerimonia religiosa il vescovo di Tempio Pausania, Sebastiano Sanguinetti, l’ineffabile premier gli ha chiesto se non sia arrivato il momento per la Chiesa di ammetere alla comunione i divorziati, almeno i più bravi, almeno il più bravo di tutti, cioè lui stesso. Voi potete non crederci ma l’alto prelato non ha espresso un cortese ma netto rifiuto, ha invece detto : “presidente lei che ha potere può chiedere a chi è più in alto di me”. Era uno scambio di battute? Non si direbbe a giudicare dallo sguardo soddisfatto con cui il premier ha commentato il disinvolto consiglio: che certamente, data l’infinita stima che egli ha di se stesso, gli è sembrato non solo buono ma fattibile. Aspettiamoci dunque che presto il problema arrivi all’attenzione di chi sta più molto più in alto del vescovo di Tempio Pausania magari accompagnato da un’adeguata documentazione su quanto Berlusconi ha già fatto per la Chiesa e la sua massima autorità in persona, dal doppio baciamano durante l’udienza in Vaticano,agli aiuti promessi alle scuole cattoliche fino alla distruzione politica dei comunisti o presunti tali. Sarà possibile per un Papa che pure, come Benedetto XVI, passa per teologo intransigente, resistere a tali pressioni che oltretutto promettono tanto per il futuro ? Gran parte di noi sperano di si, Berlusconi pensa di no e andrà dunque avanti senza che lo fermino neppure le cannonate.
da mariopinzauti
Ultimo commento:
di Maria Ferdinanda il 01/1/70






