Posts Taggati come ‘pd’
Per ora un sogno, ma chissà
Di fronte a quello che, tentando di mettere sullo stesso piatto della bilancia diavolo e acqua santa, i tg “scodinzolini” hanno definito “il caos delle liste”, stavolta l’opposizione sembra reagire con la necessaria fermezza. E’,però, un’eccezione, dato che troppe volte nel passato anche recente, nell’arco dei partiti che va dal pd all’Udc le discese in campo a tutela dei valori democratici dagli attacchi di una maggioranza attenta prevalentemente agli interessi e alle pretese del suo leader sono stati, a dir poco, inadeguati e non sufficientemente compensati dal maggiore attivismo dell’Idv.
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da mariopinzauti
Applausi complici
Nonostante qualche diecina di astensioni e voti contrari, espressi senza pagar dazio grazie al fatto che lo scrutinio era segreto, ieri l’assemblea di Palazzo Madama ha approvato, con forte maggioranza, la decadenza dal suo incarico del senatore Di Girolamo, meglio conosciuto come Nick negli ambienti della’ ndrangheta. Per una parte almeno di coloro che avevano decretato il verdetto, cioè o tutti o quasi i senatori del centrodestra presenti in aula, quella votazione tuttavia deve essere stata molto sofferta. Diversamente non si spiegherebbe perché il forzato addio del senatore dalla sua attività parlamentare sia stato accompagnato dal caloroso applauso
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da mariopinzauti
Sperando che Feltri abbia ragione
Non Bersani o D’Alema, neppure il più antiberlusconiano dei grandi mezzi d’informazione, ”La Repubblica” ma il quotidiano di famiglia del Presidente del Consiglio, ”Il Giornale”, dichiara di prevedere-facendolo sapere attraverso la voce del suo direttore, Vittorio Feltri-che le elezioni di fine marzo avranno per il pdl un esito letteralmente disastroso: la conquista di quattro, al massimo cinque regioni (su un totale di tredici!). Il pronostico, motivato da Feltri con lo stato del pdl, da lui definito “un partito sgangherato”, provoca reazioni d’infastidito stupore nel centrodestra e suscita però notevoli perplessità anche in molti ambienti di centrosinistra dove non tutti hanno gli occhi foderati di prosciutto e vedono bene i guai interni del loro schieramento: dai litigi non all’ultimo ma al penultimo sangue per le primarie in Puglia, in Calabria, in Umbria ai problemi del governatore Vasco Errani nella pur rosso fuoco Emilia-Romagna a causa del Cinziagate, fino ai maldipancia dei democratici cattolici del Lazio per la candidatura di Emma Bonino eccetera ricavando da tutto questo l’impressione che nell’opposizione ci siano troppi cuochi con il rischio consequenziale di guastare la cucina. Certo anche il pdl ha le sue pene, come confermano le levate di scudi di alcuni suoi candidati (vedi la Polverini) contro i progetti per le centrali nucleari. Ma basteranno per far vincere quella che spesso sembra un’armata Brancaleone, cioè il pd+soci? Francamente noi abbiamo, a tale proposito, seri dubbi. E tuttavia speriamo, speriamo ardentemente che Vittorio Feltri, un giornalista che è iperfazioso e ipervelenoso ma conosce bene il suo mestiere, abbia fonti d’informazioni più attendibili delle nostre e che magari ,prima del voto, a dargli ragione intervenga un sussulto di orgoglio e di dignità da parte dell’elettorato di centrosinistra.
da mariopinzauti
Über alles
Il dado di Bertolaso è tratto, è pronto a lasciare, in un minuto, gli incarichi di sottosegretario e di capo della Protezione Civile “se il premier lo vorrà”. Lo dice in un’intervista (a “Il sole 24 ore”) che è altamente istruttiva perché ci fa conoscere con una chiarezza finora inedita chi sia l’uomo oggetto dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Firenze. Dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia per i 327 milioni di euro spesi male, anzi sprecati a La Maddalena, Bertolaso aveva subito dichiarato di essere disponibile a dimettersi. Fermato da un accorato appello del premier, ora precisa che andrà via davvero, e non solo per finta, unicamente però se l’unico grande capo che egli riconosce e serve, cioè Berlusconi, glie lo chiederà. E’come dire, senza ombra di dubbio, che anche la più grave delle imputazioni, perfino se seguita da un ordine d’arresto non lo schioderebbe dal suo duplice cadreghino. E che lo stesso effetto, cioè niente di niente, otterrebbero un voto del Parlamento, un ipotetico intervento della Corte Costituzionale, un appello del Capo dello Stato, una scomunica papale. Perchè per Bertolaso, sulla terra almeno, evidentemente esiste una sola autorità che conta,quella di Berlusconi e il fatto che quest’ultimo, costituzionalmente e istituzionalmente, non abbia voce in capitolo nelle vicende giudiziarie, è per lui assolutamente trascurabile. Il Capo della Protezione Civile infatti vede il Presidente del Consiglio come un fuhrer : über alles,sopra tutti e tutto.Ed è convinto che allo stesso modo debbano vederlo tutti gli italiani.Tanto è vero che lo dice in un’intervista:utilissima per far capire ai molti che ancora non l’hanno capito di che pasta siano fatti sia Bertolaso che il suo padrone.
da mariopinzauti
Nel paese di Berlusconi
30 anni fa all’università di Roma terroristi delle Brigate Rosse uccisero Vittorio Bachelet, insigne giurista e vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura. Ieri alle 17 la rubrica “A sua immagine” di Rai 1 avrebbe dovuto ricordarne la figura con un programma in cui si ricostruivano il delitto e i suoi antefatti e si concludeva con un’intervista al figlio del giurista, Giovanni. Questo non è però avvenuto. Il programma, pur essendo pronto, prontissimo per l’uso (era stato registrato una settimana prima) non è stato messo in onda. Motivo: il figlio intervistato è deputato del pd, quindi, secondo la Direzione Generale della Rai, la sua presenza in un programma televisivo avrebbe violato il regolamento approvato qualche giorno fa dalla Commissione di Vigilanza sulle radio e teletrasmissioni, regolamento che, durante le campagne elettorali, vieta la partecipazione di uomini politici a spazi informativi televisivi o radiofonici salvo che non sia assicurata anche la presenza di rappresentanti di forze politiche contrapposte. Giovanni Bachelet, nella sua intervista, aveva parlato solo di suo padre, del clima in cui maturò e avvenne il delitto di cui quest’ultimo fu vittima. Non aveva detto una parola sulla campagna elettorale e nemmeno sui problemi politici attuali.Se si fosse ritenuto di dover far partecipare alla trasmissione qualcuno che potesse esprimere posizioni contrarie alle sue si sarebbe stati costretti a ricorrere a un esponente non del pdl o dell’udc ma …delle Brigate Rosse. Non potendo farlo si è preferito sospendere una trasmissione che per un servizio pubblico ,quale la Rai dichiara di essere, avrebbe dovuto essere doverosa. Avviene in quello che una volta spesso si meritava di essere definito il paese di Pulcinella e oggi si merita ogni giorno il titolo, peggiore del precedente, di paese di Berlusconi.
da mariopinzauti
La svolta ?
Se in politica, come in matematica, due più due facessero quattro, ci sarebbe da battersi le mani per la contentezza. La percentuale di voti attribuita oggi dai sondaggi all’Idv di Pietro ,l’8-10 per cento, sommata alla percentuale di voti attribuita oggi dai sondaggi al partito democratico, circa il 30 per cento,darebbe.come totale, un 40 per cento, o poco più o poco meno, e dunque , in numeri, una fortissima formazione politica che, nei giorni buoni, quelli in cui Casini non si sveglia con la luna di traverso, potrebbe diventare l’asse portante di un’alleanza in grado di far vedere i sorci verdi alla combriccola Pdl+Lega. Ma poiché neppure la matematica è sempre scienza esatta e la politica non lo è quasi mai bisogna togliersi non solo dalle speranze ma anche dei sogni una prospettiva come quella cui abbiamo accennato. Ciò non impedisce che l’abbraccio tra Di Pietro e Bersani che è stato il momento più significativo del congresso dell’Idv, costituisca una svolta nella situazione politica del nostro paese. Per conoscere quelle che saranno le sue conseguenze a breve o lunga scadenza bisognerà avere la pazienza di aspettare. Dipenderà dalle reazioni delle basi dei due partiti al colpo di scena e alla saggezza-o meno-con cui i vertici dell’una e dell’altra formazione politica, non soltanto i protagonisti dell’abbraccio ma anche i loro collaboratori centrali e periferici, sapranno seguirne e controllarne gli sviluppi.Un peso lo avranno anche le scelte dell’Udc per cui, a questo punto, almeno a livello nazionale diventa difficile ostinarsi nella difesa della politica cosiddetta dei due forni. Una novità almeno è comunque acquisita. Qualcosa si è mosso e si sta ancora muovendo. Auguriamoci che vada in direzione della più grande svolta di cui il paese ha bisogno.
da mariopinzauti
Il Parlamento ad personam
L’altro ieri un operaio rimasto senza lavoro si è cosparso il corpo di benzina, si è dato alle fiamme ed è morto tra atroci sofferenze. In questi giorni migliaia e migliaia di disoccupati e di uomini e donne cui è stata annunciata la prossima perdita del loro lavoro chiedono solidarietà e aiuto percorrendo strade e piazze delle principali città. Un folto gruppo di questi disperati si è spinto ieri fino a piazza Montecitorio, si è fermato davanti alla Camera, chiedendo a gran voce che i deputati, i suoi eletti, si occupassero dei loro problemi. La richiesta non è stata accolta, neppure presa in considerazione. In quel momento la stragrande maggioranza dei parlamentari di Montecitorio ere impegnata a far correre verso l’approvazione la ventesima legge ad personam, quella che garantisce per tutta la legislatura l’assoluta impunità del premier qualsiasi reato egli compia, anche il più abietto. Non voleva, né poteva dare almeno attenzione ad altri problemi, compresi quelli drammatici dei senza lavoro. E’un demoralizzante spettacolo che si ripete da mesi. Da mesi quasi tutte le priorità del lavoro della Camera e del Senato, grazie a una maggioranza schiacciante, vengono date ai problemi del premier, principalmente quelli inerenti ai suoi guai con la giustizia. Il resto può, deve aspettare e meglio ancora se si toglie di mezzo. In questi mesi, come ha ricordato ieri il leader del pd, Bersani, l’opposizione ha più volte reclamato un ampio dibattito parlamentare sui non rinviabili problemi delle maggiori vittime della crisi, cioè i disoccupati, i giovani senza futuro, le famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese, i milioni e milioni dì italiani che sopravvivono sotto le soglie della povertà. Ma la richiesta non è stata neppure presa in considerazione. Per la maggioranza, quindi per la Camera e il Senato da esse dominate,c’è tempo e voglia in abbondanza solo per garantire l’intoccabilità e la tranquillità del premier. E così-è giunto il momento di dirlo, anzi di gridarlo ad alta voce perché tutto il mondo senta- l’Italia sta diventando il paese non solo delle leggi ma anche del Parlamento ad personam!
da mariopinzauti
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di Ivaldo il 01/1/70
Il voto in libera uscita
Continuano tutti a chiamarlo ” laboratorio” Puglia. Come se fosse un esperimento fatto in provetta. Come se gli scienziati della politica conoscessero il peso, la quantità, la composizione dei componenti. E invece non è più così e da un bel po di tempo. l’infedeltà, nell’elettore, è diventata la norma. Continua ad avere le sue idee ma è disponibile a votarle contro. Magari solo per punire una dirigenza imbelle. Oppure, pur di non tradire un’idea, decide di non andare più a votare. Così quei leader che continuano a parlare di “nostri elettori e nostro elettorato” , oppure, peggio, fanno le alleanze a tavolino sommando i presunti voti dell’uno e degli altri, commettono errori imperdonabili che li squalificano a vita. La Puglia, signori belli, non è un laboratorio. E’ fatta di persone che scelgono. Vendola docet. E ora che Pierferdi Casini ingolosito dalla possibilità di fare ribaltoni dopo che il grande D’Alema e i suoi scudieri hanno sfasciato tutto, offre al Cavaliere una candidata forte: Adriana Poli Bortone.
Berlusconi ci sta pensando e se dovesse decidere di buttare a mare il suo candidato e accettare l’accordo con Casini per Vendola sarebbe durissima. Se ancora oggi questi signori credono di essere i “signori delle tessere” o i gestori “del parco buoi” sta al cittadino che vota dimostrargli che sbagliano e riappropiarsi della vita politica. Infine c’è il problema dei giovani. Annoiati, anzi schifati, da ragionamenti fumosi, privi di progetto o di sbocchi concreti, stanno a guardare. C’è un solo modo di riavvicinarli alla vita politica: ridare loro una visione del futuro, un obiettivo. Possibile che la lezione di Veltroni non si riesca a comprendere? Possibile che per giochi o giochini, personalismi e vanità non si voglia capire che l’unico momento in cui migliaia di giovani si avvicinarono con entusiasmo fu quando Walter Veltroni dette loro un sogno a cui aggrapparsi?
da luca ajroldi
Un partito nell’angolo
In Puglia la vittoria, anzi la stravittoria del candidato che, fino all’ultimo, con l’impegno personale di Bersani e D’Alema, la dirigenza del pd ha apertamente ostacolato: prima portando in campo Emiliano, poi Boccia. Nel Lazio dove, dopo tentennamenti e bracci di ferro a non finire, una soluzione-fortunatamente più che apprezzabile- è arrivata grazie a un’autocandidatura esterna, quella della sempre verde Emma Bonino. In Campania e in Calabria un esasperante susseguirsi-purtroppo non ancora concluso-di avanti e indietro. In Umbria la messa in discussione di una vittoria certa, quella che aveva- e speriamo abbia ancora- il nome della governatrice uscente. E se non bastasse-questo senza responsabilità di vertice, e tuttavia ugualmente catastrofico-“l’incidente” Del Bono, a Bologna e la conseguente perdita di sicurezza nella riconquista di almeno una delle due regioni più rosse d’Italia, l’Emilia-Romagna (l’altra è ,come si sa, la Toscana).
Se non mancassero due mesi esatti all’ultima grande consultazione elettorale di questa legislatura,le regionali di marzo, chiederemmo a gran voce, assieme sicuramente a tanti altri, l’immediata cacciata a furor di popolo dell’intero vertice del pd, colpevole senza ombra alcuna di dubbio di aver dimostrato, e purtroppo di continuare a dimostrare, di non essere in grado di tenere in mano il partito e di essere impegnato al massimo per autodistruggersi con le lotte di potere e le vanità personali interne. Siamo però alla vigilia di un confronto che, se perduto, e nel peggiore dei modi, con una debacle, eternizzerà lo strapotere di Berlusconi, dunque la deriva e l’umiliazione della democrazia. Qualcosa dunque bisogna fare per tirar fuori il pd dall’angolo, per metterlo nella condizione di tornare a vincere o, se questo non fosse possibile, di ottenere una sconfitta dalle dimensioni onorevoli. Occorrerà anzitutto che l’intero gruppo dirigente-nella componente di maggioranza e in quelle di minoranza-lecchi e curi le sue gravissime ferite, stringendo un’alleanza che almeno per due mesi lo porti visibilmente in campo unito e determinato. Si dovrà poi dare voce in capitolo con tutte le forme possibile, a cominciare dalle primarie, a un elettorato che, come la Puglia dimostra, è umiliato ma non domo. E tutto questo subito. Perché domani potrebbe essere già tardi.
da mariopinzauti
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di mario pinzauti il 01/1/70
Processo breve? Una vergogna nazionale
Ecco alcuni commenti dal sito di La Repubblica
per l’Italia l’unico vero plotone d’esecuzione è questo governo
Manipolano pure le parole: Non è un processo breve ma un processo morto!
Processo breve!!!! Troppo lungo ancora il prossimo sarà il video processo 1h e ci sbrighiamo, la gente vota da casa e via!!!!!
Purtroppo non viviamo più in uno Stato di diritto e la cosa peggiore è che ad una larga fetta dei nostri connazionali questa cosa sta bene!!
Italiani sveglia, sveglia!!!che cosa aspettate a capire come stanno andando le cose!!!??
Il processo breve equivale a chiedere ad un chirurgo di operare bene e in tempi idonei ma senza bisturi e attrezzature significa uccidere il paziente.
Come può definirsi costituzionale questa legge?
Possiamo sperare solo in NAPOLITANO ma temo che sarà vano.
ma cos’altro dobbiamo permettergli per svegliarci!!!!! gente perbene organizzate una manifestazione colossale che svegli le coscienze.
Legge vergognosa e inaccettabile, abbiamo urgente bisogno di un rinnovamento politico e culturale.
La colpa non è di Berlusconi e del suo staff. La colpa è solo degli italiani che lo votano. Se ne renderanno conto da soli.
Questa legge vergognosa è l’espressione peggiore della perdita di senso etico, civile e morale di una parte del Paese rappresentata da PDL e Lega
E’ incredibile come si possa anche solo pensare che questa possa essere una soluzione,ma soprattutto è incredibile che diventi una legge! Allibito!
La cosa più preoccupante di tutto questo è l’assopimento delle coscienze della gente.Si sta distruggento lo stato e a nessuno sembra importi molto
Non si può continuare a guardare questo scempio senza far nulla!PD sveglia!E’ l’ultima spiaggia!
Credo che si sia troppo oltre il limite della decenza. Quello che mi fa paura é lo stuolo dei sostenitori/complici o ciechi o inetti in malafede
non vedo l’ora di un editoriale del suddito Minzolini al TG1
Il primo caso in Italia di governo che odia la legge! Un grazie anche al PD che è più incisivo nel combattere la sinistra che la destra!
altro che processo breve,chiamatelo per quello che è:processo annullato!
da luca ajroldi
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di Ivaldo il 01/1/70






