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Il re dei farabutti
Nel lungo elenco di farabutti che Silvio Berlusconi ha declamato di fronte allo scarso pubblico del “Porta a porta” di martedi sera (poco più del 13 per cento di share,nove punti in meno di un mediocre programma di fiction mandato in onda alla stessa ora dal suo Canale 5) mancava, si può dire, il più e il meglio. Cioè il nome dell’uomo che si è autoproclamato il più importante primo ministro d’Italia degli ultimi 150 anni. .Cioè Berlusconi stesso. Il quale, avendo frequentato bene o male le scuole patrie ed essendo, bene o male, arrivato anche a strappare una laurea, dovrebbe avere una conoscenza almeno approssimativa della lingua italiana e dunque sapere tra l’altro che farabutto è sinonimo di imbroglione: un appellativo che in Italia si addice a lui come a nessun altro: come egli stesso si è incaricato di confermare proprio durante la cerimonia di Onna, per la consegna di un gruppo di case ai terremotati e poi anche nel “Porta a porta” dedicato all’evento. Sia nella prima che nella seconda sede infatti il premier ha evitato accuratamente d’inserire nella valanga di autoelogi che si è dedicato un accenno anche minimo all’amministrazione della provincia autonoma di Trento. Senza la quale non ci sarebbe stata la cerimonia. E neppure ci sarebbero state le case, tutte costruite con fondi messi a disposizione dall’amministrazione della provincia autonoma di Trento e dalla Croce Rossa.
Dunque Berlusconi si è inondato d’incenso senza meritarlo. E d’accordo con il fido Vespa, sempre pronto a questo tipo di servizi per solide ragioni (è remunerato dalla Rai con 1 milione e 187.000 euro all’anno!) ha fatto anche di peggio. Ha operato e ha disposto per far calare il silenzio assoluto sul contributo dell’amministrazione provinciale di Trento e della Croce Rossa. A “Porta a porta”non è stato invitato nessun rappresentante né dell’una né dell’altra organizzazione. O meglio al presidente della provincia autonoma è stato proposto di essere presente alla trasmissione. Ma come spettatore, come uno del pubblico. Ovviamente l’offerta è stata respinta. Dellai, il presidente della provincia di Trento, ha fatto sapere a Vespa che avrebbe visto “Porta a porta “in televisione. E così nessuno ha fatto ombra a Berlusconi mentre, di nuovo, il premier si esibiva come il re degli imbroglioni : questa volta, però (speriamo sia una promessa di cambiamento!) riuscendo a imbambolare solo una manciata di telespettatori. Gli altri, i più, hanno preferito un diverso genere di fiction.
da mariopinzauti
Ultimo commento:
di Emanuele Di Pietro il 01/1/70
La sua e la loro vittoria
Da tutto il mondo le notizie preoccupanti arrivano a getto continuo e molte di esse coinvolgono anche il nostro paese: la crisi continua, segnali di ripresa si vedranno -speriamo- a metà del 2010, vale a dire tra un anno. Ma a Berlusconi che deve assolutamente brillare come primo attore internazionale all’ormai vicinissimo G8 e che si preoccupa di far dimenticare o minimizzare -sia ai grandi della terra che i suoi concittadini- il suo ruolo di “papi” di veline, escort e prostitute di lusso, queste notizie danno fastidio, sono quindi da buttar via. E infatti le butta via, le sostituisce con l’annuncio, non si sa su quali elementi basato, che il peggio è finito e la ripresa è cominciata. E nel dubbio che qualcuno o, peggio ancora, molti, non gli credano, chiede soccorso al suo Settimo Cavalleggeri di fiducia, vale a dire “il Porta a Porta”. Ed ecco così , nello stesso giorno-ieri -.in cui i suoi Tg-quelli di Mediaset e il primo e il secondo della Rai- sono stati riempiti fino a rischio scoppio delle sue dichiarazioni di ottimismo, la rubrica di Vespa ,va in onda con un titolo che da solo dice tutto :”l’Italia che vince”. E’la storia dell’Italia che vinse davvero ieri, cinquant’anni fa, nel ’59, con il miracolo economico e che, secondo Berlusconi, dovrebbe fare altrettanto oggi. Ma come? Evidentemente appagandosi, rimbambendosi con gli annunci del premier. Peccato però che questi annunci non assicurino il lavoro ai milioni che sono già disoccupati o in procinto di esserlo, non risolvano i problemi delle moltitudini che, con i loro stipendi o pensioni, non arrivano alla fine del mese e, peggio che peggio, dei giovani senza futuro.Tutti costoro si sentiranno vincenti o in attesa fiduciosa di una prossima vincita ,dopo aver ascoltato Berlusconi e visto”Porta a porta”?Naturalmente Silvio e Bruno(Vespa)non si pongono questo interrogativo.Noi invece ce lo poniamo e a nome di tutti i gabbati, i presi per i fondelli ci auguriamo che un giorno,non troppo lontano, almeno una prima vittoria arrivi per loro e anche per noi:con l’uscita di scena del più grande tra i buffoni della nostra epoca e delle loro “spalle.”
da mariopinzauti






