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Referendum:manca il quorum
L’esultanza della lega e dell’Udc per il fallimento del Referendum ( vincono i si all’80 per cento ma non c’è il quorum) oltre che esecrabile mi sembra molto di facciata. Esultare non per una vittoria delle idee ma per una sconfitta della democrazia mi sembra un ennesimo segno di barbarie. Che la Lega temesse questo referendum e che fosse sceso in campo addirittura Bossi per porre il veto a Berlusconi è il segno tangibile. Pierferdinando Casini invece lo legge come la morte del bipartitismo. Certamente, se questa è la scommessa su cui ha giocato la propria sopravvivenza politica deve per forza vederla così. Io la vedo invece come Gianfranco Fini: stanchezza per lo strumento ed eccessiva tecnicità del quesito. Credo che occorra interrogarsi sull’uso dello strumento, sulla sua validità e, ultimo ma non l’ultimo, sulla volontà di questa politica di rispondere appieno alle decisioni dell’elettorato. Troppi referendum sono stati disattesi, o meglio, furbescamente aggirati. Quello sul finanziamento ai partiti, quello sulla rai ed altri ancora. Infine, va detto a chiare lettere, che se lapparato dell’informazione ( televisioni in testa) non s’impegna a spiegare, martellando, il significato, l’uso, i possibili risultati, saremo costretti a guardare con tristezza uno strumento di democrazia popolare abbandonato in terra come un coccio rotto
Referendum
Quesito per legali raffinati. Dopo il clamoroso voltafaccia di Berlusconi ( dal voto si al voto no) dovuto alla straripante vittoria della lega che vede il Referendum come il fumo negli occhi, che faranno i suoi elettori? Dovranno recarsi al seggio per partecipare al ballottaggio ma diranno di non volere la scheda del referendum? E’ possibile essere presenti in un seggio per votare e rifiutarsi di votare per far mancare il quorum? Cosa dice la legge ? Cosa prevedono i regolamenti? A rigor di logica se voglio far fallire il referendum, facendo mancare il quorum, non vado a votare. Ma se non voto al ballottaggio si fa vincere l’avversario. Secondo voi è un bel dilemma o no ?
da luca ajroldi
Ultimo commento:
di Maria Ferdinanda il 01/1/70
I ricatti della Lega e le paure di Silvio
Se quello che racconta Berlusconi è vero, allora la Lega ha usato il ricatto ( uscire dal governo) per ottenere che non si facesse l’election-day. Un sondaggio di Ipr Marketing per “Repubblica” rivela che il 51% degli elettori andrebbe “certamente” a votare il 7 giugno, percentuale che cala al 37 per cento due domeniche dopo. Tre italiani su quattro (74%) sanno che c’è un referendum a giugno, ma solo il 7 per cento conosce i quesiti. Si parla di referendum, di date, di accorpamento ma la televisione ( le televisioni) non hanno trovato il tempo per spiegare e reiterare le spiegazioni sul significato dei tre quesiti. I primi due sono identici se non per il fatto che riguardano uno la camera e l’altro il senato. Propongono di assegnare il “premio di maggioranza” in seggi non alla coalizione vincente ma al partito che ottiene più voti. Si potrebbe dedurne che il principale obiettivo del quesito referendario, fosse quello di sfoltire il numero dei contendenti, e che a questo punto con in campo appena 6 partiti assegnare i seggi-premio a un solo partito anziché a due o tre non cambierebbe granché. Non è così. La vittoria del Sì rappresenterebbe il passo decisivo verso una democrazia non più bipolare, ma bipartitica.
Ecco perchè la Lega ha fatto le barricate e ha minacciato di uscire dal Governo. E berlusconi, che ha ceduto, sostiene di averlo fatto per il bene dell’Italia. C’è infine il terzo quesito. Prevede il divieto di candidarsi in più di una circoscrizione, una novità che non inciderebbe sulle dinamiche di partito ma sulla selezione della classe politica. L’anno scorso Berlusconi e Fini si candidarono in tutte le 27 circoscrizioni, ma anche Veltroni, Casini, Bossi e Di Pietro aprirono le liste dei rispettivi partiti in molte regioni. Nomi-richiamo che poi sono stati rimpiazzati, in Parlamento, dai “primi dei non eletti”, candidati spesso semi-sconosciuti.
Adesso è chiaro come stanno le cose ? E allora fate la cortesia di spiegarlo a chiunque vi arrivi a portata di suono. Solo così possiamo sperare di smuovere interessi incancreniti di una Lega che fa i suoi interessi e non quelli del paese.
da luca ajroldi






