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Lassù qualcuno ce l’ha con Corradino Mineo
E’ una successione di ” angherie” quelle che la Rai sta facendo al suo canale all news RaiNews24
Ecco cosa riporta Il Giornale
Etere amaro per Corradino Mineo e la sua truppa di «Rainews24». Anzi, dal prossimo 18 maggio solo «Rainews»; senza più numero. «Senza chiarirne i motivi – ha denunciato il cdr della testata – la Rai cambia il nome e il logo del canale, che dal 18 maggio si chiamerà solo “Rainews”, perdendo il numero “24” che ormai è il tratto distintivo delle “all news” di tutta Europa». Ma non è solo la riduzione del nome a far andare su tutte le furie i giornalisti del canale tv; è soprattutto la riduzione della visibilità in «chiaro» a non andar giù al comitato di redazione, che parla di ennesima «sforbiciata a Rainews24. Il canale perde uno storico spazio di visibilità in chiaro su Raitre dalle 7 alle 7.30 che da oggi (ieri, ndr) 3 maggio verrà sostituito con un programma della Testata regionale. Un altro colpo mentre, nonostante tutto, Rainews24 continua a fare ottimi ascolti».
da luca ajroldi
Ultimo commento:
di paola friedrichs il 01/1/70
Li vuol prendere per fame
Non scommetteremmo un soldo bucato sulla probabile, prossima fine della Rai come conseguenza di una prossima probabile abolizione del canone di abbonamento reclamata dagli house organs della famiglia Berlusconi, cioè “Il Giornale” e “Libero”. E’significativo, fa riflettere che, in attesa che si apra, l’8 ottobre, il processo contro “Anno zero” e probabilmente alcune rubriche di Rai3, i grandi capi del centro destra, da Berlusconi in giù, sono, in materia di canone piuttosto prudenti. Questo, secondo noi, non certo perché Berlusconi e c. si preoccupino della sorte degli oltre 10 mila dipendenti della Rai e della difesa del pluralismo dell’informazione. Sembra chiaro infatti che essi tengano conto solo dei loro interessi, in particolare di quelli del loro capo .Con la fine della Rai l’impero mediatico del Cavaliere si ridurrebbe di spazi e certamente anche di sudditi, dato che è probabile, anzi sicuro che una parte dell’attuale audience del servizio pubblico eviterebbe di passare in blocco a Mediaset e preferirebbe sintonizzarsi su altri canali privati, anzitutto quelli odiatissimi, e pericolosissimi, di Sky. Inoltre, in assenza di un servizio televisivo finanziato dal canone non ci sarebbe più ragioni per evitare d’imporre a Mediaset un tetto pubblicitario e quindi si ridurrebbero gli introiti della tv berlusconiana. In definitiva il maggiore interessato a mantenere in vita la Rai -con il canone o altre risorse –è il Cavaliere. Per cui-come ha già osservato Serena Dandini- le minacce dei suoi sicari e l’inaudito oltre che inedito intervento censorio del governo sono da considerare essenzialmente come un atteggiamento intimidatorio nei confronti dei giornalisti, programmisti e autori Rai che non hanno ancora alzato bandiera bianca. Ad essi, con chiarezza si fa capire, che non rischiano soltanto posizioni influenti o servizi prestigiosi ma lo stesso posto di lavoro. L’episodio verificatosi ieri a “Uno mattina” dove non solo i conduttori Pierantoni e Petruni hanno invitato Berlusconi ma lo hanno esortato a presentarsi più spesso perchè,hanno detto,”questa è casa sua,signor Presidente” mette in luce quanto purtroppo copiosi e letali siano, nel servizio pubblico radiotelevisivo, i frutti di questa vergognosa strategia del ricatto.
da mariopinzauti





