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Due interrogativi
A differenza di quanto spesso è avvenuto in passato i governi del G8 e G14 manterranno questa volta i solenni impegni presi all’Aquila per gli aiuti al Terzo Mondo? Le parole hanno già detto di si, per i fatti resta ancora da vedere. Si vede da subito invece che qualcuno, già alla fine del vertice, si è portato a casa qualcosa di apprezzabile. Non è accaduto però ai rappresentanti dei paesi del Terzo Mondo ma ai leader dei paesi industrializzati presenti alla riunione dell’Aquila. Ognuno di loro ha avuto in dono da Berlusconi un giaccone gruffato e un libro unico nel suo genere oltreché, riteniamo, nel suo valore. Si tratta di un volume dedicato ai capolavori del Canova. Pesa ventiquattro chili, ha come copertina e controcopertina due lastre di marmo pregiato e ha le varie pagine collegate l’una all’altra con fili d’oro. Ma quale riferimento tematico puè esserci tra questi due regali da nababbi e le miserie dei popoli del terzo mondo su cui tanto hanno discusso nei giorni passati i cosiddetti grandi della Terra?
Mentre vi spremete le meningi per cercare la risposta giusta l’interrogativo resta sospeso su un altro momento delle gloriose giornate aquilane. Durante la conferenza stampa conclusiva un giornalista ha chiesto al Presidente del Consiglio se, dopo i successi secondo lui ottenuti al vertice, sono ipotizzabili, in campo legislativo, collaborazioni tra governo e opposizione.”Si ma non con questa opposizione”,ha risposto il premier. Ha forse alluso, con queste parole, al proposito di favorire la costituzione di un’opposizione che sia a sua immagine e somiglianza? Lo staff berlusconiano non ha né smentito né confermato l’ipotesi. Ma forse con un modesto sforzo d’immaginazione possiamo trovare da soli qual è la soluzione del poblema.
da mariopinzauti
La crisi del vicino e la nostra
Finiti gli scioperi dei giorni scorsi davanti agli sportelli delle partenze di Fiumicino e di altri aeroporti si sono di nuovo formate file di turisti festanti in partenza per i Caraibi, le Maldive, il Nord Africa, le più attraenti capitali europee. Negli acquisti di regali natalizi, nonostante le catastrofiche previsioni delle organizzazioni dei commercianti, c’è stata, rispetto all’anno scorso, una contrazione modestissima. ”L’Hilton” di Roma propone un cenone dell’ultimo dell’anno a 2100 euro a persona. Questo è un record romano, forse nazionale ma per altre abbuffate di San Silvestro sono molti i ristoranti e gli alberghi che chiedono diverse centinaia di euro e le loro offerte sono premiate da tantissime prenotazioni. Ma dov’è, allora, questa crisi, la più grave dal ’29, forse peggiore di quella, secondo la gran parte degli economisti? Evidentemente è un problema dei nostri vicini, i 2 milioni che stanno perdendo il lavoro o lo perderanno nel corso del 2009, le centinaia di migliaia di precari con retribuzioni di 600-700 euro al mese, i titolari delle pensioni sociali, il cinque per cento di famiglie che, secondo l’Istat, frequentemente non hanno denaro sufficiente neppure per comprarsi il cibo. Non è un problema nostro, o meglio di loro, di quelli che, in questi giorni, come prima spendono e spandono. Ma sarà così anche nell’anno orribile in cui secondo gli economisti stiamo per entrare oppure, nonostante le iniziative del governo, o forse anche grazie ad esse, la crisi nel 2009 farà sentire i suoi effetti anche a buona parte di coloro che oggi, allegramente, continuano a ballare nel salone delle feste del Titanic?
da mariopinzauti





