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libertà d'informazione

L’autunno del regime

Evidentemente la paura la fa da padrona. Se c’è una razza indisciplinata, un po cinica, vagamente anarcoide è quella dei giornalisti. Ora sentire e leggere questo coro sottotono, monocorde di tutto va bene madama la marchesa ( tranne le poche e lodevoli eccezioni) fa male al cuore. Forse sarebbe il caso di cominciare a parlare apertamente di fascismo e di regime. Certo, sono mutate le forme di controllo, non c’è più l’olio di ricino ma c’è in cambio ” Il Giornale” che bastona e lancia avvertimenti. Non c’è il passo romano e il minculpop ma in cambio abbiamo l’occupazione totale o quasi della Rai e la sua omolagazione con Mediaset. Non c’è l’ OVRA ma ci sono sempre le deviazioni nei servizi e gli utili idioti che fanno finta di non vedere e sentire. Le famigerate “toghe rosse” sono uno sparuto gruppetto di magistrati che tenta di fare il proprio mestiere, gli altri si sono messi al passo ( tutti tengono famiglia, ecchediamine). Eppure nonostante l’evidenza dei fatti, nonostante quello che abbiamo davanti agli occhi tutti i giorni la parola regime non esce fuori. I giornali di mezzo mondo già parlano di un’Italia che si allontana dalla democrazia. La crisi economica ( negata, coperta, smentita) viene fuori in tutta la sua drammaticità. Il regime compra i consensi utilizzando i soldi dello stato ( ovvero dei cittadini). Chi sta pagando i debiti dell’Alitalia risanata e depurata ora in mani private? Chi paga il denaro del faraonico G8 alla Maddalena poi spostato all’Aquila? Chi sta pagando i guasti della “monnezza” napoletana ( nascosta sotto il tappeto) e ancora non risolta? Libertà di stampa, ricerca, scuola, innovazione, tutto scivola verso una “mancanza di conoscenza” che assomiglia sempre più ad un suicidio

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set  09
15
alle 04:34
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di antonio germino il 01/1/70

Certo che siamo in democrazia, per questo ci sono tanti punti di vista che con la discussione pac...