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Fine di una guerra assurda?
E’finita l’assurda guerra di pesanti polemiche sviluppatasi nei giorni scorsi tra il fondatore di “La Repubblica”, Eugenio Scalfari, e il direttore del “Corriere della sera”, Ferruccio De Bortoli? Il primo dei due ieri ha scritto che è opportuno por termine al palleggio di reciproche critiche per evitare il rischio che esso diventi stucchevole per i lettori dei due giornali. Questo rischio in effetti non solo esisteva ma si stava già concretizzando. E quel che peggio si stava concretizzando un rischio ancora più grave: quello di dare più fiato e arroganza alle forze nemiche della libertà d’informazione. Il servizio allestito sul suo Tg1 dal repellente (deontologicamente) Minzolini, con un dibattito sulla cosiddetta guerra dei giornali, da cui era escluso uno dei maggiori contendenti, Scalfari, ha confessato, di fronte a parecchi milioni d’italiani, quali attese e speranze il caso aveva creato tra Berlusconi e i suoi. Dunque bene ha fatto Scalfari a dichiarare chiuso il palleggio delle potenzialmente micidiali polemiche. E speriamo che De Bortoli si dichiari d’accordo. ”La Repubblica” e “Il Corriere della sera”, complessivamente oltre un milione e mezzo di copie vendute e diversi milioni di lettori, sono tutti e due indispensabili per la tutela della libertà d’informazione.”La Repubblica” è un giornale in trincea che non si limita a fornire un quadro veritiero sul degrado della democrazia nel nostro paese ma denuncia e attacca le forze e gli uomini che di questo degrado sono i responsabili.”Il Corriere “ è più prudente,talvolta troppo-perché del problema italiano fanno parte eccessi personali e politici che la stampa libera avrebbe il dovere d’illustrare e anche di commentare-ma non nega alla massa dei suoi lettori un panorama informativo complessivamente obiettivo e ,quel che più conta,non privato delle notizie che il potere vorrebbe oscurare o minimizzare perchè servono almeno al lettore più attento a capire quale sia la realtà del paese. I due giornali, dunque, possono, debbono coesistere, non necessariamente collaborare ma rispettarsi: per tutelare, ognuno a suo modo, quello che resta della libertà d’informazione in Italia
da mariopinzauti
L’assalto
perso ogni pudore ( se mai l’avesse avuto) il Minzolini usa il peso del TG1 per attaccare Scalfari e il “suo partito”. E lo fa con tecniche sciatte e di antiquata fattura. Insomma le tecniche della vecchia televisione sovietica. Si trova un pretesto e poi si chiamano due fiancheggiatori esterni a confermare le tesi preconcette.
La vicenda prende il via dopo gli attacchi del presidente del Consiglio al Corsera, definito “un foglio della sinistra”. Il giorno dopo il direttore De Bortoli affida ad un fondo la sua replica. Un articolo che Scalfari giudica troppo indulgente con il capo del governo. Ieri la replica del direttore del Corriere a Marco Travaglio (che lo aveva attaccato su Il Fatto) e a Scalfari definendo il suo editoriale di domenica “ingiusto e insultante”. Occasione d’oro da cogliere al volo.
Minzolini ospita, durante il Tg1, il punto di vista dei direttori del Corsera Ferruccio De Bortoli, del Riformista Antonio Polito e di Libero Maurizio Belpietro, ma non quello del quotidiano diretto da Ezio Mauro, ne ovviamente, dello stesso Scalfari.
Operazione rozza, smaccata che porta Paolo Garimberti, presidente della Rai, a convocare Minzolini davanti al cda della Rai. Insomma l’esibizione di forza e di potere è tanto potente da non avere neanche bisogno di maschere o di un minimo di raffinatezza. E’ brutale, così come fu brutale la repressione in Tibet.
Ecco un brano di Eugenio Scalfari:
A nostro avviso una notevole parte della stampa e delle emittenti radio-televisive non sta informando i cittadini della gravità di quanto accade sotto i nostri occhi, smorza volutamente il significato dei fatti e dei comportamenti adottando il metodo così bene illustrato nei “Promessi sposi” laddove il Manzoni racconta il colloquio tra il Conte-zio e il padre generale dei Cappuccini al quale si chiedeva di trasferire in altra sede il combattivo fra Cristoforo che difendeva i poveri Renzo e Lucia dalle soperchierie di don Rodrigo. “Sopire, troncare, padre reverendo; troncare, sopire”.
Questo blog lo va dicendo da tempo e mi auguro che la rete cominci a fare sistema, si organizzi e inizi quella opposizione che nella grande stampa è affidata solo a La Repubblica e ad altri pochi giornali d’opinione.
Scalfari non ha certo bisogno della mia solidarietà ma penso sia giusto farlo comunque e invito anche i nostri lettori a manifestare in favore di Eugenio Scalfari
da luca ajroldi
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di luca ajroldi il 01/1/70
Le quinte colonne
O siamo in presenza di un accesso di cretinismo oppure devo pensare che ci sia un eccesso di malafede. Politologi, commentatori, direttori di giornali, tutti benpensanti di area moderata, si affannano a chiedere di abbassare i toni, di cercare un dialogo. Chissà cosa vorrà dire questa espressione equilibrata e piena di, apparente, buonsenso? Si vuole forse far credere all’opinione pubblica che due fazioni politiche si stanno scontrando all’arma bianca? Si vuole far credere al paese che il tono del dibattito è salito oltre il livello di guardia ? Ma dove vivono e cosa leggono i Giuseppe De Rita, i Ferruccio De Bortoli, i Giampaolo Pansa, i Minzolini al TG1, i politici e altri ancora? Ma non si rendono conto della carica eversiva, populista, antiistituzioni che, quotidianamente viene sparata (e ripresa da tv di proprietà) da Berlusconi, Bossi, Bonaiuti, Gasparri,Cicchitto e dal governo in genere ? Vi sembra un normale dibattito quello in cui il Presidente del Consiglio accusa il Capo dello Stato, la Consulta, la magistratura, la stampa estera di essere anti italiani o di essere “comunisti”? Vi sembra normale che gli avvocati del Primo Ministro inventino la frottola ripetutta e amplificata che Silvio Berlusconi è eletto dal popolo e che ogni critica che gli viene mossa è “un golpe”, un tentativo di ” sovvertire l’esito del voto” ? Io dico che siamo in presenza di una parte cospicua del paese che tenta di ribellarsi a questo regime strisciante. Di una parte, molto ampia, che è completamente confusa e, infine, di un gruppo di potere che approfitta della situazione per dissanguare il paese. Il debito pubblico è fuori controllo, le entrate calano vistosamente, le attività criminali impazzano, la crisi imperversa e noi dovremmo abbassare i toni ? Ripeto o siete ottusi o siete in malafede. Tertium non datur.
da luca ajroldi
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di Emanuele il 01/1/70





