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Stando tra la gente: ma forse senza capirla

Stando tra la gente, come dovrebbe fare ogni buon dirigente politico, Piero Fassino, ex segretario del pds, oggi sostenitore di Franceschini per la leadership del pd, scopre-e lo rivela a “La Repubblica”-che in fondo Bossi ha del fiuto e che dice quello che dice contro il tricolore, l’inno di Mameli, l’unità nazionale perché sa che tra gli italiani che abitano nel Centronord la prospettiva separatista sta prendendo piede:per cui, secondo Fassino, esponente politico cui in passato noi, e tanti altri, abbiamo dato grande fiducia , è bene che il pd, pur senza far propri i progetti leghisti, riveda la sua politica delle alleanze nelle regioni settentrionali. Ora, stando tra la gente, come si conviene a ogni giornalista che cerchi di fare onestamente il suo mestiere, noi raccogliamo una grande confusione d’idee che ha, tra gli altri effetti, quello di generare una pressocchè totale disinteresse tra il popolo di centrosinistra per la gara, in atto nel pd, tra Franceschini, Bersani e Marino, per la conquista della segreteria .E sempre stando tra la gente abbiamo anche l’impressione, e il timore, che uscite come quella di Fassino ottengano soprattutto di accentuare tale disinteresse e forse di far dirottare qualche piccolo o medio spezzone di consensi verso Di Pietro. Speriamo naturalmente di sbagliare, sebbene sondaggi freschi di stampa-secondo cui tra gli italiani del Centrosud e del Nord, di centrosinistra e centrodestra, il senso di unità nazionale resta vivo e forte-diano ossigeno al dubbio che i nostri sospetti e i nostri timori siano fondati.
Anche se così non la pensa chi, come Piero Fassino, assicura di stare tra la gente senza però forse riuscire a capirla.

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ago  09
21
alle 10:04
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di Luca Ajroldi il 01/1/70

Giusto. Si fa per dire. Hai messo il dito sulla piaga. Mancanza di idee e di progetti. Quando si ...

partito democratico

Gli uomini del PDC (Partito dei cretini)

“Siamo il Pd,non il Pcus!”, ha detto al “Corriere del Mezzogiorno”il segretario del circolo del pd di Paternopoli, per giustificare, anzi esaltare, l’accoglimento, tra i suoi tesserati, di Beppe Grillo nonostante il fermo divieto dei vertici nazionali del partito e il fermo rifiuto di altre organuizazioni di base cui, in precedenza, il comico genovese si era rivolto per iscriversi. In realtà, a giudicare dai suoi atti e dalle sue parole, lo sponsor irpinese dell’iscrizione di Grillo non sembra avere niente a che fare non solo con il PCUS di sovietica memoria ma neppure con il nostrano e malandato pd, ha invece tutte le carte in regola per qualificarsi come autorevole esponente del Pdc, che in Italia oggigiorno non è il partito dei comunisti ma il partito dei cretini. Soltanto chi milita, e ha un peso, nel partito dei cretini, può infatti, accogliere, e probabilmente prima ancora invitare, un uomo che, come Grillo, pubblicamente, tante volte ha assunto posizioni ostili nei confronti dei democratici e oggi, con la candidatura alla segreteria,si propone chiaramente di distruggere la loro orgnanizzazione, unicamente a vantaggio del nemico numero uno di tutti i democratici, iscritti o no.
Il fatto che abbiamo appena sinteticamente riferito farebbe ridere sia pure con la mestizia nello sguardo se l’orgogliosa dichiarazione di esistenza del partito dei cretini avesse per protagonista solo il geniale uomo politico di Paternopoli. Così non è, purtroppo. La verità amara è che Il Pdc fa sentire la sua forza e la sua influenza anche presso altri uomini del pd, compresi alcuni che sono o dovrebbero essere tra i più influenti. Un nome per tutti, il senatore Ignazio Marino ”terzo uomo”, dopo Franceschini e Bersani nella corsa per l segreteria. A suo parere sarebbe utile avere Beppe Grillo nel pd. Già:ma utile a chi? Coloro, per fortuna un buon numero, che rifiutano di iscriversi al Pdc, non hanno dubbi. Come non hanno dubbi sul fatto che Marino con la sua bella sortita su Grillo ha perso meritatamente ogni chance di conquistare la segreteria del pd.

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lug  09
18
alle 09:40
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di aaaa il 01/1/70

cercate su you tube "VUVUVU COn CADUTA " http://www.youtube.com/watch?v=O69OiZ3fVIk questa sar...

partito democratico

La scelta resta difficile

Vorremmo che fosse soltanto un problema nostro e non di altre centinaia di migliaia,se non milioni di elettori del pd. Temiamo però che sia il contrario e cioè che siano ancora in tanti, tra questi elettori, a continuare a sfogliare nervosamente la margherita senza riuscire a fare una scelta fra i tre candidati alla segreteria del partito democratico. Franceschini è senz’altro simpatico, come l’ha definito Deborah Serracchiani, anzi il più simpatico e ha consumato lacrime e sangue senza risparmio durante la campagna elettorale per le europee e le amministrative. Ma ha il carisma necessario per tirar su dalla polvere della delusione e dello scoraggiamento il suo popolo per scatenarlo contro l’avversario politico con possibilità di vittoria? Per la verità non è sicuro che abbia questo carisma neppure Bersani ma è un uomo di apparato sostenuto da uomini di apparato(come D’Alema) e può mettere sul piatto il bagaglio di una lunga esperienza che Franceschini non ha. Neppure “il terzo uomo”, Marino, possiede un bagaglio di tal genere, anzi non lo ha per niente, è appena arrivato alla “politica”, è un “nuovo”. Di novità c’è bisogno come il pane e Marino, oltretutto, diventando segretario del pd apparentemente avrebbe più da perdere che da guadagnare (dovrebbe per qualche anno rinunciare, o ridurre ai minimi termini, la sua attività di scienziato e di chirurgo specializzato in trapianti). Tutto questo ci piace e piace sicuramente a molti altri. Con un ma, tuttavia. Nel caso di Marino non ci sarebbe solo la novità ma almeno per qualche tempo l’inesperienza in fatto di organizzazione di un partito.Insomma tre candidati con tanti pregi ma anche con qualche non trascurabile difetto.Per cui nessuno, almeno allo stato dei fatti, offre la soluzione perfetta, quella rappresentata da un uomo che non solo voglia ma possa liberare il pd dalla crisi e farne uno strumento prima di ripresa e poi di vittoria.Ecco perché noi non riusciamo a scegliere e lo stesso forse accade a tanti altri.Ma il discorso non si chiude qui.Da ora a ottobre,data dl congresso del pd, mancano oltre tre mesi. In questo spazio di tempo da uno dei tre candidati, o da un altro non ancora in lizza, potrebbero uscire parole e comportamenti che permettano a molti, moltissimi di scegliere l’uomo di cui il partito e il paese hanno bisogno. Ce lo auguriamo vivamente

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lug  09
7
alle 07:41
da mariopinzauti

partito democratico

Scelta rimandata

Uno dei pochi uomini politici italiani cui va , da parte nostra, una stima incondizionata-si tratta di Gianni Pittella, deputato europeo del pd, di cui più volte abbiamo segnalato su questo blog le iniziative meritorie- ha fatto sapere a noi e ad altri suoi amici di avere deciso di appoggiare la candidatura di Pierluigi Bersani alla segreteria del pd e ci ha invitati a condividere la sua scelta. E’una presa di posizione interessante. Perché, data la fonte da cui è espressa, essa aumenta le probabilità di successo di Bersani. E tuttavia, a differenza di quanto in passato è avvenuto di fronte ad altre scelte di Pittella (ad esempio quella a favore di Enrico Letta in occasione delle primarie) noi non ci sentiamo di condividerla. Almeno per ora. Bersani ha la grinta necessaria per affrontare le dure battaglie che aspettano il prossimo leader dell’opposizione. E’stato un ottimo ministro. Gode di una diffusa popolarità tra il popolo del pd, specie nel Centro Nord. Ma ha colpe d’impazienza che è difficile perdonargli. E’sceso in campo, per la segreteria, quando Veltroni era ancora al vertice del partito e così, forse inconsapevolmente ma concretamente, si è trovato direttamente o indirettamente coinvolto in quelle risse interne al pd che hanno contribuito alle disgrazie elettorali del partito. Neppure Franceschini, è vero, ha tutte le carte in regola per meritare un immediato, entusiastico sostegno. Si è battuto bene durante la campagna elettorale. La sua tenacia, la la sua frenetica corsa attraverso le zone sociali del paese di solito lasciate fuori dagli itinerari dei grandi della politica, hanno limitato la sconfitta, hanno permesso la sopravvivenza della speranza. Sono risultati di cui il pd e tutta la sinistra debbono essergli grati. Non possono esergli invece grati del ruolo di mattatore che si è permesso di assumere qualche giorno fa quando si è proposto come segretario. Di mattatore in Italia ne abbiamo già uno. E basta e avanza per molte generazioni. Perciò bravo Bersani e bravo anche Franceschini. Ma non abbastanza per guidare un partito che liberi l’Italia dalla dittatura strisciante e la riporti alla normalità democratica. Almeno per ora. Prima di scegliere chi sostenere aspettiamo dunque che l’uno o l’altro o un terzo (Chiamparino?) diano alle nostre speranze quella forza che è indispensabile per vincere e che per ora purtroppo manca..

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giu  09
30
alle 08:09
da mariopinzauti