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E se domani ?
E se domani Berlusconi venisse sorpreso da una guardia giurata di Arcore mentre sta tentando di stuprare una ragazzina di dodici-tredici anni nel gabbiotto del portiere? O se, dopodomani, una pattuglia della Volante lo arrestasse mentre in una delle più squallide periferie milanesi, con un coltello da macellaio in mano, si appresta a ripetere le gesta di Jack lo Squartatore e a sventrare una prostituta ? Sono, l’una e l’altra, ipotesi assurde, oltre che orride ma poiche viviamo in una realtà assurda oltre che orrida proviamo a prenderle in considerazione. Sapete che cosa accadrebbe? Berlusconi annuncerebbe che lui resta alla guida del governo e andrebbe avanti, ottenendo l’applauso di Gasparri, Cicchitto, Quagliariello, Bossi e soci mentre i poliziotti pubblici e privati e i magistrati che lo vorrebbero in galera sarebbero minacciati di sterminio da folle d’invasati (come avviene nel “Caimano” di Moretti ) o, nella migliore delle ipotesi, perderebbero il posto. Pensate per caso che la conclusione del caso potrebbe essere diversa? Allora date un’occhiata a un fatto non immaginario ma vero e in corso in questi giorni. Si tratta degli sviluppi seguiti alla sentenza di una corte milanese con cui la Fininvest è stata condannata a versare alla Cir di De Benedetti 750 milioni di euro per avergli scippato,nel ’91,grazie a un giudice corrotto, la più grande azienda editoriale italiana , la Mondadori. La sentenza oltre a imporre il rimborso economico del danno provocato indica in Berlusconi il complice dell’atto corruttivo, sia pure sotto l’aspetto civilistico. In qualsiasi parte del mondo un capo di governo investito da un’accusa tanto grave non solo si dimetterebbe ma sparirebbe per sempre dalla scena politica. Berlusconi dichiara invece che resterà a Palazzo Chigi mentre il giudice che ha emesso la sentenza è sottoposto a minacce di violenza e la maggioranza parlamentare annuncia una manifestazione di massa a sostegno del delirio di potere del premier. Ecco, dunque, una situazione che è più assurda e orrida perfino delle ipotesi che abbiamo formulato all’inizio;e che ci costringe a temere che Berlusconi non si fermerebbe e non sarebbe fermato neppure se tali ipotesi dovessero verificarsi.A meno che una parte consistente degli italiani non ritrovino la ragione e il rispetto per se stessi.
da mariopinzauti
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di madrugada dolores il 01/1/70
Un calendario per Bonaiuti
Paolo Bonaiuti, la jena ridens di Palazzo Chigi, in trista compagnia (tra gli altri di Fabrizio Cicchitto e Ignazio La Russa) definisce il deposito della sentenza Mills “un’ operazione a orologeria”, in quanto avvenuta a poco più di tre settimane dalle elezioni del 6-7 giugno. Ci dispiace per lui ma il giudizio dell’illustre sottopancia del Presidente del Consiglio anziché fornire elementi di accusa a prova di bomba contro i giudici milanesi- secondo Bonajuti colpevoli senza ombra di dubbio di essere i protagonisti di un ignobile atto di persecuzione politico- giudiziaria ai danni del Presidente del Consiglio- dimostra soltanto lo scadimento professionale e intellettuale di colui che una volta, prima di passare al servizio dell’uomo più potente d’Italia, era un giornalista con un discreto prestigio, cioè il Bonaiuti stesso. Il quale, con le sue parole,fa una figura veramente cacina. La legge vuole infatti che una sentenza deve essere depositata entro novanta giorni dopo essere stata emessa e il calendario,non il caso,vuole che tra il giorno in cui fu emessa la condanna contro l’avvocato Mills,il 17 febbraio,e il giorno in cui essa è stata depositata,il 18 maggio siano trascorsi esattamente 90 giorni. I giudici milanesi dunque si sono attenuti alla legge e a nessun altro criterio. Mentre Bonaiuti ,una volta di più, ha voluto solo invece difendere Berlusconi anche sul terreno più indifendibile. Il Presidente del Consiglio l’altro giorno ha confessato che le sue spese per tentare di uscire indenne dai guai giudiziari che egli ha dovuto affrontare dal ’94 a oggi assommano omai a 200 milioni di euro. Aggiunga quattro o cinque euro per permettere al suo portavoce di dotarsi di un calendario attendibile e forse risparmierà al suo collaboratore e anche a se stesso di perdere la faccia una volta in meno.
da mariopinzauti
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di Fabio Pari il 01/1/70





