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Qualcosa si sta muovendo
Non è il caso di dare il libera uscita alle speranze con una marcia trionfale in sottofondo. L’abbiamo fatto in passato (ad esempio dopo la manifestazione con Veltroni al Circo Massimo) e finora siamo stati regolarmente bruciati. Pur tenendoci abbarbicati al massimo della prudenza ci sembra però che qualcosa si stia muovendo. I big della stampa estera, dopo l’incomprensibile tregua dei giorni del G8, hanno ripreso a gettare pietre e altro sgradevole materiale contro Berlusconi, improvvisamente oggetto di critiche e punzecchiature anche da parte del quotidiano dei vescovi italiani. L’ultimo sondaggio, naturalmente ignorato dalla gran parte dei media nostrani, dà il premier in lieve ma interessante regresso (meno cinque punti). Complice forse il caldo tropicale ma certamente anche per altri motivi inquietudini e fermenti agitano la maggioranza. Il voto sul Dpef, in cui il govermo, nonostante la sua enorme maggioranza, ha rischiato di “andare sotto” dice che il problema è serio. E lo conferma il fatto che il premier, anziché prendere a bacchettate sulle mani i ribelli, com’era uso fare fino tempi recenti, si adoperi affannosamente, per acquietarli proponendo una bozza di piano per il Sud di cui, con i ministri con la valigia in mano, pronti a partire per mari e monti, si rischia per ora di approvare solo il titolo. A tutti questi fatti se ne aggiunge uno che pochi rilevano ma nessuno – finora – ha commentato. E’ in aumento la tiratura dell’unico quotidiano italiano che assicura un’informazione libera e indipendente, ”La Repubblica”. In pochi mesi mediamente è passata da 580-590.000 copie quotidiane a 630-650.000. Tra queste cifre e quelle dei 15-16 milioni di utenti del Tg1 e del Tg5, ridotti a essere la voce del padrone, resta un enorme abisso. Il fatto che esso si riduca lentamente ma progressivamente ci dice tuttavia che la pattuglia degli italiani che vogliono vedere e capire la verità, la peggiore nemica di Berlusconi, sta diventando piò numerosa. E, conferma, assieme agli altri fatti citati, che qualcosa si sta muovendo, sia pure ancora con molta, troppa lentezza.
da mariopinzauti
Roma: una città impaurita
Roma è la città più impaurita del mondo. E’ questo il verdetto del Censis e della Fondazione Roma che, in un’indagine svolta su dieci metropoli (New York, Bombay, Londra, Parigi, Il Cairo, San Paolo, Mosca, Pechino e Tokyo), hanno evidenziato come la città eterna sia la ‘capitale del disagio’, quella che ha più paura e che manifesta, per il 58% dei cittadini, “il più alto tasso di inquietudine esistenziale”.
“A Roma e in Italia sono particolarmente sentite le paure in rapporto con la violenza e la sicurezza personale – ha spiegato il direttore del Censis Giuseppe Roma che presenterà la ricerca al World Social Summit che si terrà nella capitale dal 24 al 26 settembre – mentre nelle altre metropoli internazionali ci sono altri problemi, come la fame”.
Tranciante il giudizio del sindaco Gianni Alemanno: “Questa è la Roma di Veltroni (ex sindaco della Capitale ndr): l’inquietudine c’è ed è chiaro che poi c’è un’inquietudine di carattere sociale legata al ciclo economico”. Povero sindachetto, costretto ad arrampicarsi sugli specchi e a litigare con se stesso. Già, ricordate la frase sul fascismo buono e le leggi razziali cattive ? Bacchettato da Fini,lo spaesato Alemanno si affrettato a dire di essere d’accordo con lui. E in disaccordo con se stesso?
da luca ajroldi
Ultimo commento:
di Emanuele il 01/1/70
probabilmente avevo ragione io quando dicevo, in risposta ad un Suo post,che...
Le priorità dell’Italia ( e degli italiani)
Sondaggio (con risposta multipla) realizzato da Ipr Marketing per Repubblica.it.
La propria tasca, la spesa quotidiana, la paura di non riuscire a pagare il mutuo sono i problemi che preoccupano di più. Un sentimento comune agli elettori di tutte le forze politiche. E aggravato anche da una situazione lavorativa che non lascia tranquilli il 37% degli elettori.
Il costo della vita è il problema principale per il 69% degli intervistati. È qui che dovrebbero concentrarsi gli sforzi maggiori da parte del governo. Il potere di acquisto di stipendi e pensioni è avvertito come inadeguato da tutti i cittadini.
Anche il 60% dell’elettorato di Pdl+Lega chiede che il Berlusconi IV affronti con celerità questa problematica. La priorità dell’economia personale è evidente analizzando la distanza tra il primo e il secondo tema (la differenza è di 32 punti).
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da luca ajroldi
Ultimo commento:
di davide toschi il 01/1/70





