Posts Taggati come ‘stampa estera’

Notizie, libertà d'informazione, rai

Qualcosa si sta muovendo

Non è il caso di dare il libera uscita alle speranze con una marcia trionfale in sottofondo. L’abbiamo fatto in passato (ad esempio dopo la manifestazione con Veltroni al Circo Massimo) e finora siamo stati regolarmente bruciati. Pur tenendoci abbarbicati al massimo della prudenza ci sembra però che qualcosa si stia muovendo. I big della stampa estera, dopo l’incomprensibile tregua dei giorni del G8, hanno ripreso a gettare pietre e altro sgradevole materiale contro Berlusconi, improvvisamente oggetto di critiche e punzecchiature anche da parte del quotidiano dei vescovi italiani. L’ultimo sondaggio, naturalmente ignorato dalla gran parte dei media nostrani, dà il premier in lieve ma interessante regresso (meno cinque punti). Complice forse il caldo tropicale ma certamente anche per altri motivi inquietudini e fermenti agitano la maggioranza. Il voto sul Dpef, in cui il govermo, nonostante la sua enorme maggioranza, ha rischiato di “andare sotto” dice che il problema è serio. E lo conferma il fatto che il premier, anziché prendere a bacchettate sulle mani i ribelli, com’era uso fare fino tempi recenti, si adoperi affannosamente, per acquietarli proponendo una bozza di piano per il Sud di cui, con i ministri con la valigia in mano, pronti a partire per mari e monti, si rischia per ora di approvare solo il titolo. A tutti questi fatti se ne aggiunge uno che pochi rilevano ma nessuno – finora – ha commentato. E’ in aumento la tiratura dell’unico quotidiano italiano che assicura un’informazione libera e indipendente, ”La Repubblica”. In pochi mesi mediamente è passata da 580-590.000 copie quotidiane a 630-650.000. Tra queste cifre e quelle dei 15-16 milioni di utenti del Tg1 e del Tg5, ridotti a essere la voce del padrone, resta un enorme abisso. Il fatto che esso si riduca lentamente ma progressivamente ci dice tuttavia che la pattuglia degli italiani che vogliono vedere e capire la verità, la peggiore nemica di Berlusconi, sta diventando piò numerosa. E, conferma, assieme agli altri fatti citati, che qualcosa si sta muovendo, sia pure ancora con molta, troppa lentezza.

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lug  09
30
alle 10:15
da mariopinzauti

Notizie, g8

Italia fuori dal G8 ?

Lo scontro si fa rovente. Sui giornali di tutto il mondo si sta spargendo la voce che sono in corso incontri e riunioni per “espellere l’Italia dal G8 e sostituirla con la Spagna”.
“Crescono le pressioni all’interno del G8 per espellere l’Italia, mentre i preparativi per il summit scendono nel caos”, è il titolo del Guardian di Londra. Nell’assenza di qualsiasi iniziativa sostanziale da parte italiana per organizzare l’agenda del vertice, scrive il quotidiano della capitale britannica, “gli Stati Uniti hanno assunto il controllo”, con un giro di conferenze telefoniche effettuate dai loro “sherpa”, come si chiamano in gergo gli alti funzionari che pianificano i temi e le iniziative del G8, per “iniettare all’ultimo momento qualche significato” nell’incontro dell’Aquila. “Che sia un altro paese a organizzare le telefonate degli sherpa è un fatto senza precedenti”, dice al Guardian un alto esponente della delegazione di un paese del G8. “Gli italiani sono stati semplicemente terribili. Non c’è stata organizzazione e non c’è stata pianificazione”.
Ma non c’è solo questo, ovviamente. C’è il timore di nuove gaffes di Berlusconi. C’è il timore che il tanto strombazzato vertice non prossa produrre documenti di qualche rilevanza perchè non si è preparata un’agenda di incontri e riunioni tale da generare concrete basi di lavoro. E l’Italia cosa ha risposto a questo rombo di tuono di critiche pesantissime? Il Ministro degli Esteri le ha definite: ” buffonate”. punto. Tutto quì ? Si, tutto quì.

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lug  09
7
alle 02:11
da luca ajroldi

Berlusconi

E’davvero ”the dear friend” ?

La voce circolò insistentemente dopo che venne a galla e rapidamente esplose sui giornali di tutto il mondo il sexygate di Casoria. E torna in circolazione ora che -a poche settimane dal G8- sta venendo a galla e minaccia di esplodere sui media di tutto il mondo il sexygate barese. A Palazzo Chigi, nelle stanze più autorevoli della sede del governo, anzi nella stanza più autorevole in assoluto, si pensa e si teme che dietro la campagna di delegittimazione del Presidente del Consiglio più che quel pallone gonfiato di Di Pietro , o quel crociato senza né spada né armatura di Franceschini ci siano “entità straniere”. Alle quali, nelle confidenze tra pochi che, inevitabilmente in questo paese di pettegoli, diventano confidenze tra molti, si dà anche un nome e cognome, ricordando una coincidenza che secondo Chi pensa e Chi teme (si notino le iniziali maiuscole) può apparire casuale solo a chi dorme in piedi, vale a dire il fatto che il primo tentativo di delegittimazione arrivò, azzoppando il Cavaliere, con l’avviso di garanzia recapitatogli a sorpresa mentre, ai tempi del suo primo governo, si apprestava a presiedere la conferenza internazionale di Napoli per la lotta al crimine. Allora, c’era un democratico (Clinton)alla Casa Bianca. E c’è anche oggi, è l’appena arrivato Barack Obama. Ma non è lui,potrebbero obiettare gli ingenui,che qualche giorno fa ha accolto festosamente Berlusconi a Washington chiamandolo “my dear friend”?. Si, è proprio lui . Ma forse il tono delle parole di benvenuto da lui rivolte al nostro Presidente del Consiglio non è sembrato a quest’ultimo adeguatamente affettuoso. Oppure i nostri servizi segreti, di cui è nota la storica e cronica ineffcienza, hanno sussurrato a Berlusconi che sono i poteri forti americani, sopravvissuti chissà come alla catastrofe di Wall Street, a lavorare per la sua rovina. Comunque,ve lo diamo per certo, l’ipotesi resta in piedi causando tormenti diurni e notturni al Cavaliere:senza però-purtroppo per lui-convincerlo a dare un taglio a tutte le pirlate che da tempo dice e fa e che gli assicurano il disonore quasi quotidiano della prima pagina su un gran numero di giornali di tutto il mondo.

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giu  09
22
alle 09:05
da mariopinzauti