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Economia

La crisi in Italia: persi 500 mila posti di lavoro

Per molti dei lettori abituali di questo blog non sarà certo una novità ma per altri forse potrà essere uno spunto di riflessione. Le vera crisi italiana, quella che non si ha il coraggio di affrontare, nasce nel 2001. Nasce quando il governo Berlusconi permise il passaggio dalla lira all’euro senza permettere ai cittadini di capire e confrontare e consentendo invece a bottegai, commercianti, ristoratori e tante altre categorie di mettere in pratica quel famoso cambio alla pari lira euro che oggi è la nostra vera rovina. Quel cambio fittizio che ieri ha arricchito molte categorie e oggi ha impoverito il paese portandolo sull’orlo del disastro. Nel 2001 infatti gli stipendi del reddito fisso furono la semplice trasposizione delle lire in euro con qualche arrotondamento tanto che oggi uno stipendio tocca a malapena i 1100 euro. Dall’altra parte l’allegra brigata dei furbi e dei profittatori tradusse il costo dalla lira all’euro. Ricordate ? 2.500 lire ? 2 euro e cinquanta. Il risultato di questa operazione è sotto gli occhi di tutti. Certo, la crisi finanziaria globale, le banche d’affari, i bond spazzatura avranno avuto il loro peso ma in Italia il loro effetto è stato minimo. Da noi, molto semplicemente, sono arrivati al pettine i nodi di una operazione che pagò a dismisura un ceto elettorale a scapito di tutti i cittadini. Fu un’operazione miope e bieca che oggi paghiamo tutti e che, purtroppo, ha poche vie d’uscita. Chiunque dovesse venire al governo dopo Berlusconi.

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ott  09
15
alle 01:45
da luca ajroldi

Dibattiti, costi

I costi della politica

Smarrito portafoglio, diceva un annuncio su ” Il Messaggero” molti anni fa, a chi lo ritrovasse dico di tenerlo. Ma, per favore, restituitemi il denaro, a cui sono affettivamente legato da tantissimo tempo. Quell’ironico annuncio deve aver colpito per sempre la nostra classe politica, di qualunque tipo e genere perchè ormai da moltissimi anni rincorre stipendi e compensi senza fermarsi mai.
L’ultimo accertamento arriva dal censimento delle municipalizzate e dalle società miste pubblico-privato. Dicono le cifre: 4.500 società che hanno 23.000 ( ventitremila per chi non avesse letto bene) consiglieri d’amministrazione con il seguito di segretarie, autisti e auto blu, per 250.000 dipendenti. Ossia un consigliere d’amministrazione ogni 4 impiegati?
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mar  09
26
alle 10:14
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di riccardo il 01/1/70

Meglio con la rivolta fiscale e se non bastasse con l'astensione dal voto.Quelli che pagano le ta...