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Chi merita gli applausi
Come se non bastasse il crescendo di elogi che Berlusconi si rivolge da solo, il tg1 e il tg2, sia sabato che domenica, in un susseguirsi a pioggia di notiziari -tanto ripetitivi perfino nella forma da far nascere il dubbio che almeno parte di essi fossero costruiti sulla base di “veline”confezionate dai portavoce del governo- hanno insistito sui meriti del governo, del Presidente del Consiglio in particolare, per gli arresti di mafiosi di spicco a Palermo e Milano. Non uno di questi notiziari ha messo adeguatamente in rilievo che questi successi nella lotta tra lo stato e la delinquenza organizzata non ci sarebbero stati senza il paziente lavoro e lo spirito di sacrificio sia di due Procure della Repubblica, quelle di Milano e di Palermo, l’una e l’altra-guarda caso!- considerate nemiche dal Presidente del Consiglio, sia di un gruppo di funzionari e agenti della polizia di stato malpagati dal governo e talvolta privati di essenziali mezzi di lavoro, quali le macchine di servizio forzatamente lasciate in garage per mancanza di carburante. Meno male che, pur avendo i tg della Rai come uniche fonti d’informazioni, una parte dei cittadini ha capito e l’ha anche dimostrato: ad esempio con gli applausi e lo sventolio di bandiere con cui, a Palermo, centinaia di persone hanno festeggiato i poliziotti che avevano appena arrestato Giovanni Nicchi. Non risulta che ci sia stato uno solo, tra questi cittadini, che abbia gridato, o solo sussurrato:”grazie,Silvio”.
da mariopinzauti
Non è più un semidio
Non condividiamo la previsione espressa qualche giorno fa dal “Times”di Londra, a parere del quale il regno di Berlusconi è ormai nei suoi ultimi giorni di vita. Nonostante tutto la maggioranza parlamentare tiene nel corso dei voti di fiducia in Parlamento. I sondaggi confermano che il Cavaliere conserva una buona popolarità:il 60%, che è molto meno del 75% vantato un mese fa ma è sempre un numero forte. Nonostante la sceneggiata di Corfù, cui ha preteso di partecipare benché si trattasse di una riunione di ministri degli esteri, il premier ha buone possibilità di organizzare un G8 senza defezioni e problemi, non in forza del suo prestigio, che gli è finito ormai sotto i piedi, ma perchè è interesse dei grandi del mondo di evitare contrasti internazionali per storie di veline, di escort o di disastri coniugali mentre c’è bisogno di coesione di fronte ai comuni problemi posti dalla crisi dell’economia. Dunque non ci sentiremmo di scommettere sulla prossima caduta del Cavaliere. Ci sentiremmo invece di scommettere sulla sua sopravvivenza politica: non tuttavia nella forma smagliante cui si era abituato e aveva abituato gran parte dgli italiani. I fischi che ha dovuto sopportare prima a Pescara, poi a Roma di fronte alla sua dimore uffuciale, Palazzo Chigi, poi a Napoli, infine a Viareggio, nonostante gli immani sforzi di alcuni telegiornali (quasi tutti, compresi i maggiori della Rai) di nasconderli o minimizzarli pesano, grazie a Internet e ai grandi giornali indipendenti, più dei pochi punti di popolarità persi, secondo i sondaggi, nell’ultimo mese. Sono, per il loro numero e la loro frequenza,il più importante fatto nuovo che si verifica nella politica italiana da quando, nell’aprile dell’anno scorso, Berlusconi è tornato al potere. Ci rivelano che per un crescente numero dei cittadini, i fischiatori e coloro che li approvano,sta finendo l’epoca in cui, almeno pubblicamente,il Cavaliere poteva essere solo osannato, adorato, considerato un semidio . E’ un primo passo verso il ritorno alla normalità democratica .Ne prendiamo atto con speranza,pur sapendo che ci vorranno tempo, pazienza, soprattutto un’opposizione finalmente degna del suo nome, per arrivare al traguardo.
da mariopinzauti
Il padrone del vincitore
Berlusconi non solo non ha raggiunto le stratosferiche vette che aveva promesso a se stesso e ai suoi sudditi-il 40-45 per cento dei suffragi per le europee, premessa per successivi rapidi balzi verso la maggioranza assoluta, cioè oltre il 50 per cento- ma deve confessare di essere un vincitore con un padrone. E’questo il chiaro significato della sua improvvisa conversione a u sul referendum annunciata -non certo per pura coincidenza- dopo una cena con Bossi e della notizia, filtrata contemporaneamente, secondo cui egli avrebbe promesso alla Lega la presidenza di due regioni, il Veneto e la Lombardia, oggi in mano a pezzi da novanta del Popolo della Libertà.
Tramite telegiornali più appecoronati che mai il Presidente del Consiglio può quindi concedersi il lusso di presentare all’opinione pubblica un pd pressocchè distrutto dai risultati elettorali (ha subito un”vero e proprio crollo” secondo il tg 2 mentre è stata travolto da “una catastrofica sconfitta”secondo il tg1) ma dovrebbe, nel suo stesso interesse, a occuparsi un po’di più dei guai di casa sua, che non saranno pochi, a giudicare dalle prime reazioni che vengono da ex esponenti di An
alla sua decisione di passare dalla parte degli avversari del referendum.
da mariopinzauti
I poveri non fanno notizia
Il 13 per cento degli italiani, 7 milioni e mezzo di persone vive (non si sa come) con un reddito di 5-600 euro al mese. Accanto a quest’esercito di disperati posti sotto la soglia della povertà ci sono altri sette milioni e mezzo che superano di poco tale soglia. Sono dunque quindici milioni, un quarto della popolazione totale del paese,gli italiani che per sopravvivere devono rinunciare non solo al superfluo ma a gran parte dell’essenziale. Questi dati sono raccolti ed esposti in un convegno della Caritas. Ma vanno poco lontano. I grandi mezzi d’informazione li minimizzano, in alcuni casi arrivano ad ignorarli.Una buona percentuale dei tg con milioni di telespettatori non trovano le poche diecine di secondi per riferire questa notizia enorme. Altri la riportano in posizioni centrali,o addirittura defilate,nessuno dedica ad essa un titolo di apertura. Quanto al particolare riguardante gli interventi governativi contro la povertà,tra i più bassi d’Europa, esso è generalmente trascurato o appena accennato. Dunque i poveri non fanno notizia. Accade perché i giornali non vogliono turbare le coscienze dei loro lettori e i lettori sono, per questo, riconoscenti ai giornali.E’una sorta di patto scellerato:non scritto,neppure proclamato ma fortissimo,dunque vincente.Esso spiega tante cose,tra l’altro il fatto che,come conferma l’ultimo sondaggio di “Repubblica”,il 62 per cento degli italiani è felice contento di avere Berlusconi come capo del governo.Veltroni,dall’alto della’appena nata tribuna televisiva di “Youdemtv”promette che il suo partito s’impegnerà affinchè la sorte dei 15 milioni d’italiani figli d’un dio inore possa cambiare.Speriamo che la manifestazione del 25 ottobre sia tra l’altro l’occasione per confermare questo impegno davanti a una tribuna più vasta di quella di “Youdemtv”(pare 8 mila telespettatori)
da mariopinzauti





