Posts Taggati come ‘tg1’
Finalmente un giornalista non embedded!
Seguendo con trepidazione le cronache dei telegiornali sulla tragedia di Haiti,definita dall’ONU “senza precedenti”(anche se lo tsunami del 2004,con 280 mila morti,non fu certo da meno),abbiamo avuto davanti tra tante terrificanti immagini quella,per noi professionalmente confortante,di un esempio di giornalismo coraggioso.E poiché non sono più i tempi in cui Franco Biancacci e Oriana Fallaci inviavano i loro servizi dalle prime linee delle guerre e delle rivoluzioni,poiché oggi ,specie nella tv italiana,prevale il giornalismo embedded,quello che le guerre le segue dagli stati maggiori e,per quanto riguarda la politica interna, accetta spesso il ruolo di cortigiano,venendo poi adeguatamente compensato dal potere con acrobatici salti di carriera,vedere l’eccezione,la bella eccezione a noi vecchi del mestiere fa allargare letteralmente il cuore:e fa sperare che ottenga lo stesso effetto presso l’opinione pubblica, dove,oggi,molti ,spesso a ragione-anche se non sempre-hanno una cattiva,se non pessima opinione nei confronti della nostra categoria.Fatto questa lunga ma,secondo noi,non inutile premessa,non resta che fare il nome dell’oca bianca.Si chiama Alessandro Gaeta,lavora per il tg1,e da tempo non scansa un servizio nei luoghi dove il rischio di rimetterci la pelle,o almeno l’incolumità,è notevole.Così tra l’altro l’abbiamo visto a l’Aquila,poi nel Messinese, tra case e strade a rischio di crolli,dove gli stessi uomini della protezione civile esitavano a spingersi.E ora ad Haiti non solo ci racconta e ci fa vedere l’immensità di una tragedia ma con un operatore coraggioso come lui ci mostra,in primo piano, i delinquenti e gli sciacalli che terrorizzano i sopravvissuti ,li spogliano del poco che sono riusciti a salvare e che certamente non gradiscono essere ripresi.E fa tutto questo,ieri e oggi,con cronache chiare,in cui il commento è lasciato ai fatti,con un “taglio”,dunque,esemplare.Precisiamo:Alessandro Gaeta non è nostro parente,neppure nostro amico,non abbiamo mai avuto il piacere di stringergli la mano.Lo facciamo ora virtualmente con questo post ,sperando che il suo direttore se lo tenga stretto.
da mariopinzauti
I sicuri nemici della mafia
Sembrava impossibile andare oltre le indecorose autosviolinate che, a proposito di colpi inferti alla mafia, si elargiscono in questi giorni sia Berlusconi che Maroni e Alfano. Eppure qualcuno c’è riuscito. E’stato il tg1 che ieri, 9 dicembre, ha annunciato che negli ultimi mesi “ben 21 mafiosi di spicco sono stati arrestati dal governo”. Sic! Ora per coloro che conoscono almeno decentemente la lingua italiana (non molti, purtroppo, come ha ricordato l’altro giorno Luca Ajroldi in un suo post) l’espressione che contiene la notizia del tg1 ha un significato preciso. Ci fa capire, anzi ci dice apertamente che a scovare i ventuno mafiosi nei rifugi in cui si nascondevano, a metter loro le manette, a tradurli in carcere sono stati il Presidente del Consiglio, il Ministro degli Interni e il Ministro della Giustizia e non, com’è nella regola, Procure della Repubblica interessate ai casi ,reparti della polizia o dei carabinieri. Poichè nei fatti, anche questa volta le regole ,come prevede la legge,sono state però rispettate e gli arresti sono stati il punto d’arrivo d’indagini delle Procure delle Repubbliche mentre a scovare, ammanettare, tradurre in carcere i mafiosi di spicco sono stati uomini di forze dell’ordine ci pare chiaro che il tg1 ha regalato ai presunti magnifici tre-Berlusconi,Maroni,Alfano-un successo che millantano ma non meritano. E-aggiungiamo a chiusura-anche meno dimostrano di meritare quando,con incredibile faccia di tolla,si permettono.come ha fatto ieri Alfano- di invitare sarcasticamente i magistrati-i sicuri nemici della mafia-a frequentare di più le procure e meno gli studi televisivi (dove, notato per inciso, il ministro della Giustizia compare in media dieci volte al giorno)
da mariopinzauti
Minzolini disinformato

Al collega Minzolini ( a sinistra nella foto) deve essere sfuggito un particolare: Berlusconi lo ha fatto nominare direttore del TG1, ancora ufficialmente appartenente alla Rai, servizio pubblico, e non a Mediaset. Anche se, devo riconoscere che alle volte è difficile distinguere. Il collega Minzolini deve essere assolutamente informato che è libero di fare i suoi editoriali, ma che se continuerà a farli faziosi e spudoratamente di parte il TG1 perderà ascoltatori e credibilità. Il collega Minzolini, dovrebbe sapere che la prima regola del giornalismo è che il giornalista esiste in quanto i lettori gli danno fiducia e non ” a prescidere”.
Auspico che molti colleghi del TG1, dotati di più esperienza del loro Diretttore, lo sappiano consigliare per il meglio oppure lo consegnino alle scale. Quelle sovrastate dal cartello “uscita”.
da luca ajroldi
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di Emanuele il 01/1/70
L’assalto
perso ogni pudore ( se mai l’avesse avuto) il Minzolini usa il peso del TG1 per attaccare Scalfari e il “suo partito”. E lo fa con tecniche sciatte e di antiquata fattura. Insomma le tecniche della vecchia televisione sovietica. Si trova un pretesto e poi si chiamano due fiancheggiatori esterni a confermare le tesi preconcette.
La vicenda prende il via dopo gli attacchi del presidente del Consiglio al Corsera, definito “un foglio della sinistra”. Il giorno dopo il direttore De Bortoli affida ad un fondo la sua replica. Un articolo che Scalfari giudica troppo indulgente con il capo del governo. Ieri la replica del direttore del Corriere a Marco Travaglio (che lo aveva attaccato su Il Fatto) e a Scalfari definendo il suo editoriale di domenica “ingiusto e insultante”. Occasione d’oro da cogliere al volo.
Minzolini ospita, durante il Tg1, il punto di vista dei direttori del Corsera Ferruccio De Bortoli, del Riformista Antonio Polito e di Libero Maurizio Belpietro, ma non quello del quotidiano diretto da Ezio Mauro, ne ovviamente, dello stesso Scalfari.
Operazione rozza, smaccata che porta Paolo Garimberti, presidente della Rai, a convocare Minzolini davanti al cda della Rai. Insomma l’esibizione di forza e di potere è tanto potente da non avere neanche bisogno di maschere o di un minimo di raffinatezza. E’ brutale, così come fu brutale la repressione in Tibet.
Ecco un brano di Eugenio Scalfari:
A nostro avviso una notevole parte della stampa e delle emittenti radio-televisive non sta informando i cittadini della gravità di quanto accade sotto i nostri occhi, smorza volutamente il significato dei fatti e dei comportamenti adottando il metodo così bene illustrato nei “Promessi sposi” laddove il Manzoni racconta il colloquio tra il Conte-zio e il padre generale dei Cappuccini al quale si chiedeva di trasferire in altra sede il combattivo fra Cristoforo che difendeva i poveri Renzo e Lucia dalle soperchierie di don Rodrigo. “Sopire, troncare, padre reverendo; troncare, sopire”.
Questo blog lo va dicendo da tempo e mi auguro che la rete cominci a fare sistema, si organizzi e inizi quella opposizione che nella grande stampa è affidata solo a La Repubblica e ad altri pochi giornali d’opinione.
Scalfari non ha certo bisogno della mia solidarietà ma penso sia giusto farlo comunque e invito anche i nostri lettori a manifestare in favore di Eugenio Scalfari
da luca ajroldi
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di luca ajroldi il 01/1/70
In attesa che il gallo canti
In attesa che il gallo canti,cioè che l’opposizione politica impari a far bene il suo mestiere – speriamo che cominci a farlo non troppo dopo la scelta del segretario del pd –sta nascendo e si fa sentire e vedere il partito degli italiani che non ce la fanno più a sopportare Berlusconi e il berlusconismo e trovano il coraggio di farlo sapere nonostante le minacce, i ricatti, le falsità che il Cavaliere, tramite l’armata dei suoi piccoli e grandi schiavi, sta diffondendo. Ieri è scoppiata la rivolta nella più importante e redditizia colonia mediatica del primo ministro, il Tg1, dove il più bieco dei proconsoli, il direttore Minzolini, ha subito l’umiliazione di una decisa sconfessione da parte dell’organismo che rappresenta la redazione, il cdr, cui va la nostra totale solidarietà e anche ammirazione, dato che sappiamo quanto siano rischiose, all’interno di questo e degli altri potentati mediatici del premier, le espressioni di dissenso. Sulla stessa linea si sono posti l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai e la Federazione Nazionale della Stampa, mentre anche il di solito prudentissimo presidente della Rai Garimberti criticava l’editoriale di ieri di Minzolini. In poche ore è risultato chiaro dunque che il tentativo berlusconiano d’incatenare e imbavagliare la totalità dei dipendenti Rai, a cominciare dai giornalisti, incontra ostacoli enormi, forse insormontabili nonostante l’indecente complicità di uomini come il direttore generale Masi, il sovrano di “Porta a Porta” Vespa, il direttore del Tg1 Minzolini. Questi fatti per noi –e crediamo per molti altri-non possono che essere motivo di una grande ,enorme soddisfazione. Tanto più perché seguono di pochi giorni o addirittura di poche ore altri importanti eventi. Parliamo di “Anno zero”, il programma di Santoro che il leader supremo d’Italia e del mondo tenta di spingere nella cella della morte e invece giovedi scorso ha avuto 7 milioni di telespettatori, il 29 per cento di share. E anche della manifestazione per la libertà di stampa svoltasi sabato a Roma con la partecipazione di 300 mila persone. E’un tutt’uno fatto di elementi che nel cupo clima di pessimismo diffuso dal susseguirsi dei successi dei più vergognosi atti di prepotenza berlusconiana sembrava fino a poche settimane fa inimmaginabile.E invece si è verificato.Non è ancora una conversione a u,fa però sperare che essa possa avvenire e sollecita a non mollare la presa: augurandoci che, per non restare troppo indietro, anche il gallo, presto, si decida a cantare.
da mariopinzauti
L’intrepido Vincenzo
Nell’ultimo confronto-scontro con i giornalisti, quello di ieri, Silvio Berlusconi ha invitato i rappresentanti della stampa a leggere con attenzione i loro stessi giornali per farsi un’idea diretta della disinformazione in Italia. Ci auguriamo che la gran parte dei colleghi lo abbia fatto e si sia così resa conto -sempre che fosse in grado di farlo, o fosse disposta a riconoscerlo- di quanto veramente grave sia lo stato dell’informazione nel nostro paese, anche se non certamente ai danni del Presidente del Consiglio. Almeno uno di loro, pur non disponendo del phisique du rol, avendo anzi le sembianze e il tono di voce di colui che si tiene lontano dai guai per principio , ha fatto sicuramente molto di più . Si tratta di Vincenzo Mollica, inviato di Rai 1 al Festival del Cnema di Venezia. Il paffuto, angelico Vincenzo non solo ha dato un’occhiata attenta alle notizie e ai servizi del suo tg, quello delle 20 di ieri sera, ma ha voluto di persona, con tutto il peso della sua vociona e della sua pancia, dimostrare quanto sia nemico della disinformazione inserendo nelle cronache sulla giornata di venerdi a Venezia una rapida immagine di Patrizia D’Addario. E’stato un atto di autonomia e di coraggio che non avremmo immaginato da parte di un pacioccone come Vincenzo Mollica; e che meriterebbe dunque un applauso, di quelli da spellarsi le mani, se l’intrepido cronista del tg 1, non avesse omesso -chissà perché- di precisare chi era la bella donna mostrata al pubblico e quali erano stati i suoi rapporti con il Presidente del Consiglio.
da mariopinzauti
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di Val Tidone il 01/1/70
Qualcosa si sta muovendo
Non è il caso di dare il libera uscita alle speranze con una marcia trionfale in sottofondo. L’abbiamo fatto in passato (ad esempio dopo la manifestazione con Veltroni al Circo Massimo) e finora siamo stati regolarmente bruciati. Pur tenendoci abbarbicati al massimo della prudenza ci sembra però che qualcosa si stia muovendo. I big della stampa estera, dopo l’incomprensibile tregua dei giorni del G8, hanno ripreso a gettare pietre e altro sgradevole materiale contro Berlusconi, improvvisamente oggetto di critiche e punzecchiature anche da parte del quotidiano dei vescovi italiani. L’ultimo sondaggio, naturalmente ignorato dalla gran parte dei media nostrani, dà il premier in lieve ma interessante regresso (meno cinque punti). Complice forse il caldo tropicale ma certamente anche per altri motivi inquietudini e fermenti agitano la maggioranza. Il voto sul Dpef, in cui il govermo, nonostante la sua enorme maggioranza, ha rischiato di “andare sotto” dice che il problema è serio. E lo conferma il fatto che il premier, anziché prendere a bacchettate sulle mani i ribelli, com’era uso fare fino tempi recenti, si adoperi affannosamente, per acquietarli proponendo una bozza di piano per il Sud di cui, con i ministri con la valigia in mano, pronti a partire per mari e monti, si rischia per ora di approvare solo il titolo. A tutti questi fatti se ne aggiunge uno che pochi rilevano ma nessuno – finora – ha commentato. E’ in aumento la tiratura dell’unico quotidiano italiano che assicura un’informazione libera e indipendente, ”La Repubblica”. In pochi mesi mediamente è passata da 580-590.000 copie quotidiane a 630-650.000. Tra queste cifre e quelle dei 15-16 milioni di utenti del Tg1 e del Tg5, ridotti a essere la voce del padrone, resta un enorme abisso. Il fatto che esso si riduca lentamente ma progressivamente ci dice tuttavia che la pattuglia degli italiani che vogliono vedere e capire la verità, la peggiore nemica di Berlusconi, sta diventando piò numerosa. E, conferma, assieme agli altri fatti citati, che qualcosa si sta muovendo, sia pure ancora con molta, troppa lentezza.
da mariopinzauti
Non è la BBC
Nella tarda mattinata di venerdi il Consiglio dei Ministri approva il nuovo decreto legge anticrisi del governo. Il Tg1 delle 13,30 fa in tempo a riferirlo con ampiezza di particolari e con la coda delle dichiarazioni di Berlusconi. Nel dubbio che in quel momento gli italiani siano in altre faccende affaccendati la notizia e le valutazioni del primo ministro vengono ripetute in tutte le successive edizioni del tg 1 dello stesso giorno. E poiché evidentemente, pur in presenza di tanto eccesso informativo, il dubbio non è del tutto fugato, si bissa la notizia per tutte le edizioni del tg1 del giorno successivo, quello di sabato. E in una delle edizioni di sabato, la più importante, quella delle 20 e 30, il principale telegiornale della rai, il tg1, compensa il troppo dato sulle decisioni anticrisi del governo con un poco, pochissimo che fornisce su un altro fatto, le indagini che la magistratura pugliese sta conducendo sull’imprenditore Tarantini, entrato nella cronaca( forse-ahinoi –anche nella storia) come fornitore ufficiale di escort e squillo per le reali dimore, quelle del premier. O meglio il servizio c’è, è anche di una certa ampiezza ma non contiene un solo riferimento al nome di Berlusconi. Come se la faccenda non lo riguardasse! Questa, cari lettori, oggi non è la BBC ma la Rai. Purtroppo (detto da uno che la Rai l’ha nel cuore da quarant’anni)
da mariopinzauti
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di cheyenne il 01/1/70
Minzolini dixit

Non è stato un buon servizio per il paese il nostro fair play: abbiamo semplicemente peccato di ipocrisia. Di Anja Pieroni sapevamo tutto da sempre e non era solo un personaggio della vita intima di Craxi. La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico”
Cosi scriveva Minzolini non troppo tempo fa.Per chi non ha i miei anni ricordo che Anja Pieroni era accreditata come un’amica molto affettuosa di Bettino Craxi e si diceva che alcune scelte e decisioni politiche, di Craxi, erano avvenute nel suo salotto e su suo suggerimento. Illazioni ? Come avete letto Minzolini riteneva di no. Anzi. Coraggio se il ” minzolinismo” è morto, il suo inventore è vivo e combatte insieme al padrone.
da luca ajroldi
Solo un’eccezione ?
Chi ci segue da un po’di tempo ricorda certamente che sia il sottoscritto che il capo e amico Luca Ajroldi hanno trascorso alla Rai molti anni della loro attività e che con il servizio pubblico conservano un fortissimo legame affettivo. Questo legame però non fa chiudere loro gli occhi di fronte alla diffusione di conformismo, perfino di appecoronamento politico che , fatta eccezione per poche isole felici, quali il tg 3 e alcuni programmi di Rai 3, dilaga in quella che fu la loro bella casa professionale: ma anzi li spinge, per amore, oltre che per obiettività, ad essere giudici severi. Come ad esempio hanno testimoniato i nostri appunti senza peli sulla lingua nei confronti di recenti vergognose cadute del tg1 nell’informazione sulla politica italiana. Con questo stesso stesso spirito di ex Rai che nel cuore restano uomini della Rai oggi il sottoscritto segnala con soddisfazione quella che potrebbe essere solo un ‘eccezione ma anche-speriamo!-una tardiva ma salutare correzione di rotta. Si tratta dell’informazione che in questi giorni il tg1 sta dando sulla tragedia di Gaza, un’informazione in cui fatti e problemi sono mostrati al pubblico mettendosi dalla parte di tutti e due i contendenti. Grazie alle cronache e alle interviste del corrispondente Clauio Pagliara e degli inviati si mostrano con chiarezza al pubblico non solo le rovine di Gaza e lo strazio dei parenti dei morti ma anche le rovine dei centri israeliani già sotto attacco di Hamas da molto prima dell’offensiva d’Israele e si ascoltano le testimonianze di persone che da settimane,se non da mesi ,vivono nell’incubo spostandosi più volte al giorno dalle case ai rifugi e trovandosi costrette a rinunciare a ogni attività.Da tutto questo il telespettatore ha quanto basta per capire che Israele ha reagito, sia pure, forse, in modo eccessivo, a un’aggressione provocatoria sofferta da centinaia di migliaia di cittadini israeliani che vivono in paesi e città vicini a Gaza. E’un esempio di buon giornalismo, di quello che il giornalismo dovrebbe sempre essere . Ci fa piacere che sia firmato dal tg1 e speriamo che non sia solo un’eccezione.
da mariopinzauti
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di mario pinzauti il 01/1/70





