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Come ai tempi delle veline

Presentando la conferenza stampa di via dell’Umiltà il tg1 e il tg2, in varie edizioni di ieri e di stamane, hanno parlato, nei titoli di apertura, di “Berlusconi al contrattacco”. Ora un contrattacco avviene quando c’è stato un attacco: che invece è mancato nel caso del premier soltanto vittima, per la questione delle liste, dei “dilettanti allo sbaraglio” (definizione di Bossi) del suo stesso partito. Quindi è strano, puzza di bruciato come -con una successione di titoli tutti uguali e tutti sbagliati durata una serata e una mattinata – i due tg abbiano presentato la conferenza stampa, com’è strano, puzza di bruciato, che nei resoconti su quell’avvenimento
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da mariopinzauti
E’ la stampa, bellezza
Se ce ne fosse ancora bisogno, eccovi un altro esempio di quanto la stampa ( scritta e parlata) possa essere fuorviante, confusionaria e fornire un’informazione errata rendendo un pessimo servizio al lettore. Dunque, oggi 26 dicembre dal Corriere.it/economia. Titolo:
LO COMUNICANO FONTI VICINE A ROBERTO COLANINNO
Alitalia/Cai: alta adesione alle lettere di assunzione
Si va verso il 100 per cento. I risultati definitivi tra lunedì e martedì
Il contenuto della notizia è, ovviamente, l’estensione del titolo. Ovvero, il collega ha accettato supinamente il comunicato della CAI e non si è fatto cogliere ne da un briciolo di ironia e neanche da un sussulto di buon senso. Con la crisi che morde i polpacci chi rifiuta una lettera di assunzione? Allora i dipendenti erano 19 mila circa, ne assumono 12 e 600 dov’era il rischio che non ci fosse adesione al 100 per 100 ? Quale altro acompagnia aerea è il competitor di alitalia 2 ? Insomma, la faccio breve.Si poteva toccare la notizia da molti punti di vista. Dare così in modo asettico e vagamente trionfalistico un comunicato aziendale non è indice di un giornalismo sano, di una redazione gestita in modo attento. Si ha sempre più l’impressione che questo mestiere ( perchè sempre di artigianato si tratta) invece di assomigliare ad una professione si sia adagiato verso l’impiego: 6 ore e 40 e poi a casa. Vorrei tanto sbagliarmi.
da luca ajroldi






