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Il caso Englaro:il coraggio di fare silenzio
Sono indignato, anzi schifato da una politica che discute all’infinito, cavilla, non ha il coraggio delle proprie azioni e ragiona sulla base dei sondaggi. Mi riferisco all’ignobile clamore, al polverone dei media sul caso Englaro. Su Eluana, donna di quarant’anni, in coma vegetativo da più di 17. Sul tormento per la famiglia, per i medici, per il paese. La Chiesa ha tutto il diritto di battersi per la inviolabilità della vita umana ma non può e non deve farlo utilizzando una presunta verità scientifica che viene poi manipolata dai gruppi e groppuscoli che le fanno coda e che vengono strombazzati dai giornali in cerca di un titolone da mettere in prima pagiana. Spacciare per diritto all’eutanasia o per omicidio il diritto di poter morire con dignità, in silenzio è una orribile menzogna. E’ il segno della sub cultura e della barbarie che si è ormai impadronita di questo paese. Esprimo a Beppino Englalo tutto il mio dolore e il mio affetto. Gli sono accanto in questi momenti terribili e sono sicuro che la maggioranza del paese si comporterebbe nello stesso modo se queste oche starnazzanti di una politica da cortile smettessero di inquinarci la vita e l’informazione.
da luca ajroldi
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di mario pinzauti il 01/1/70
Il prezioso Pannella
Quante volte ci è parso un cocciuto rompiballe, maestro nell’arte di complicare i problemi difficili anziché aiutarne la soluzione. Vedi, per guardare ai tempi più recenti, la sua ostinata difesa del preteso diritto del senatore Villari a mantenere la presidenza della Commissione di Vigilanza sulla Rai. Ma ci sono stati momenti-vedi le battaglie per il divorzio e per l’aborto-che non solo lo hanno riscattato ma ne hanno fatto un importante, talvolta prezioso crociato di grandi battaglie ideali, Momenti che, per fortuna, nonostante la sua età ormai veneranda, la sua salute malferma non sono finiti. Infatti è altamente probabile che senza la denuncia di Marco Pannella-è di lui che stiamo parlando-la Procura della Repubblica di Roma non avrebbe preso l’iniziativa di iscrivere nel registro degli indagati il Ministro del Welfare e della Sanità Maurizio Sacconi, accusato di avere impedito alla clinica”Città di Udine” di rendere esecutiva la sentenza emessa prima dal Tribunale di Milano e poi dalla Cassazione sul caso di Eluana Englaro,Com’è noto la clinica stava predisponendo l’attuazione delle due sentenze,con le quali si era ritenuto giusto di por fine allo stato di vita puramente vegetativa in cui da diciassette anni si trovava la ragazza,accogliendo così la richiesta espressa più volte in questo senso dai familiari di Eluana, quando è pesantemente intervenuto il ministro Sacconi ,il quale ha fatto presente alla direzione della “Città di Udine” che essa rischiava di perdere i rimborsi dovutigli dal Servizio Sanitario Nazionale per le degenze dei suoi pazienti..Con questo e vero proprio ricatto la clinica è stata così costretta a rivedere una decisione presa liberamente e in ossequio alle sentenze della magistratura dalla sua direzione e dalla sua equipe medica e ha rifiutato di accogliere Eluana per l’ultimo viaggio.Il fatto è stato e resta di una gravità senza precedenti perché,come notava Eugenio Scalfari dpmenica su “La Repubblica”,quando la volontà di un uomo di governo impedisce l’esecuzione di una sentenza esecutiva della magistratura,”vuol dire che lo stato di diritto non esiste più”.C’era dunque abbastanza,anche di più,perché in Parlamento il Pd e l’Idv mettessero sotto accusa il governo per avere inferto una gravissima ferita alla democrazia.Purtroppo, però nessuno è andato oltre qualche timida,appena sussurrata protesta.Salvo i radicali e Pannella personalmente.E’ grazie a lui se questo caso enorme resta aperto e si può ancora sperare in una soluzione grazie alla quale l’Italia e gli italiani possano tentare di salvare la faccia.
da mariopinzauti
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di Il prezioso Pannella | Attualita' il 01/1/70





