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UE= Unione degli Estranei?
Sedici anni fa,il primo novembre del ’93, il trattato di Maastricht stabilì che l’appartenenza all’Unione Europea sarebbe stata possibile solo ai paesi che fossero in grado di garantire, tra l’altro, la stabilità democratica. Qualche tempo dopo, in seguito a un risultato elettorale (l’affermazione di un partito di estrema destra) che, a giudizio di alcuni governi, poteva, in prospettiva, creare situazioni di pericolo per le istituzioni democratiche, uno dei paesi membri-l’Austria- dovette soffrire l’umiliazione di un periodo di quarantena. Nell’anno di grazia 2009, con un paese membro, l’Italia, dove la democrazia non solo in prospettiva ma già oggi è in crisi, dove la libertà di stampa è ridotta al lumicino, dove si governa con leggi ad personam che pongono il primo ministro al di sopra e al di fuori di ogni norma giudiziaria, nell’Europa del trattato di Maastricht nessuno si muove e nemmeno apre bocca. E se, raramente, molto raramente, qualcuno dà debole segno di vita lo fa solo per sostenere il regime di arbitrio e d’intolleranza in cui è costretto a vivere uno dei paesi fondatori dell’Europa comunitaria, cioè l’Italia. L’altro ieri , a La Maddalena,al primo ministro spagnolo Zapatero è toccato di essere testimone oculare e auricolare dell’ultima esibizione del delirio di potere assoluto di cui Berlusconi soffre. Il giorno dopo, incontrandosi con il presidente francese Sarkozy, Zapatero ha rifiutato ogni commento dicendo che il dovere istituzionale gli impone di tacere. Qualcuno ha pensato e ha scritto che queste parole nascondessero imbarazzo e fastidio.Ma questo qualcuno si sbagliava. Ieri sera un portavoce di Zapatero, raggiunto da un inviato del tg 1, ha assicurato-oltretutto in buon italiano per evitare equivoci-che il primo ministro spagnolo non aveva niente da obiettare a quanto aveva detto Berlusconi. Come niente da obiettare hanno avuto finora, davanti ad altre sparate antidemocratiche del nostro Presidente del Consiglio , i primi ministri di altri paesi dell’Unione. Accadrebbe lo stesso se domani il nostro premier,ormai sicuro dell’impunità internazionale, prendesse a mandare in galera i suoi oppositori? Certo già ora i criteri di Maastricht valgono poco o niente per l’Italia. Mentre la sigla UE più che l Unione Europea sembra avviata purtroppo a definire un’Unione degli Estranei, dove ognuno fa i cavoli suoi tra la generale indifferenza.
da mariopinzauti
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di Luca Ajroldi il 01/1/70
Un paese per vecchi
L’ennesima gaffe del Premier, una innocente battuta secondo Bonaiuti, fatta con Sarkozy, ha portato due deputate europee a denunciarlo per “disprezzo della vita e della dignità delle donne”. Le solite esagerazioni di due intemperanti femministe, credo. Ma possibile che nessuno ricordi mai che abbiamo a che fare con un arzillo (?) vecchietto che vive altamente al di sopra dei suoi standard culturali e di ambiente? Possibile che nessuno provi un filo di pena per questo anziano lasciato libero di dire tutto quello che gli passsa per la testa? Mi pare normale che faccia le battute che ha sempre fatto sin da quando riceveva i pubblicitari in via Paleocapa ( sede Fininvest). E invece tutti li a prenderlo sul serio come se fosse uno statista malaguratamente vittima di un abbaglio. Invece il Cav. a 71 anni non può certo migliorare. Un vecchietto parlerà spesso di sesso ( e che altro gli rimane, povero caro) farà le battute da cortile per cui era famoso in gioventù ( cinquanta anni fa) e non si renderà conto di aver commesso degli errori. E se anche lo capisse avrà sempre una schiera di camerieri piegati a squadra pronti a ridere e a leccargli le scarpe. Perchè prendersela con lui che è incolpevole? Prendiamocela con quel 51 per cento di concittadini che in assoluta buona fede, dovuta a scarsa conoscenza, sono andati alle urne e lo hanno votato. Questo la prima volta, nel 94. Ma per quelli che non paghi, hanno continuato a ripetere l’orrore di quella scelta, per loro no, non ho nessuna compassione.
da luca ajroldi
Non è più europeista
Pur senza ricorrere alla consulenza del mago Merlino l’avevamo previsto: l’europeismo di Berlusconi sarebbe durato lo spazio di un mattino. Così infatti è stato. Pochissimi giorni dopo aver incassato la non disapprovazione della Commissione Europea al raddoppio dell’Iva nei confronti di Murdoch l’impareggiabile Silvio si prepara a scatenare una sorta di guerra civile all’interno dell’Europa già preannunciando-tramite dichiarazioni dei fidi ministri Frattini, Scaiola e Ronchi-il suo rifiuto alla fase esecutiva del piano con cui l’Unione Europea, ricorrendo in misura massiccia alle energie alternative, conta di arrestare, entro il 2020, le catastrofi ambientali e climatiche. Non è detta l’ultima parola, qualche mediazione è ancora in corso ma l’opposizione italiana, allo stato dei fatti, non potrebbe essere più chiara e più minacciosa dato che promette di esprimersi-al Consiglio Europeo, che si svolgerà tra qualche giorno-con il ricorso al veto, strumento che in oltre mezzo secolo di vita dell’Unione Europea l’Italia mai ha usato e che, in applicazione dei regolamenti comunitari, bloccherebbe, forse farebbe naufragare il progetto salva ambiente e salva clima e metterebbe politicamente in gravissima crisi il processo d’integrazione europea. E tutto questo a distanza di pochissimi giorni da quando Berlusconi, applaudendo alle decisioni comunitarie sull’ aumento dell’Iva ai danni di Murdoch, si autoproclamava campione ed eroe dell’ Unione Europea!
da mariopinzauti
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di Massimiliano il 01/1/70
Europeista quando gli conviene
Nessuno poteva prevederlo, neppure immaginarlo. Un Berlusconi prosternato davanti all’Europa e costretto da quest’ultima a decidere un provvedimento-l’aumento dell’Iva ai danni di Sky-che oltretutto gli fa perdere il tre per cento del supporto popolare. O almeno così sostengono i mille e uno trombettieri di Palazzo Chigi : che come sempre stravolgono la verità a uso e consumo del loro signore e padrone. Perchè il giudizio della Commissione Europea tanto applaudito da Berlusconi e dai suoi è la conferma di una direttiva con cui non si autorizza il raddoppio dell’Iva ai danni di Sky ma più generalmente si proibiscono agevolazioni tariffarie per questa imposta: agevolazioni di cui,nel nostro paese, non gode solo la tv di Murdoch ma tutta una serie di prodotti e servizi, ad esempio il commercio della carne di struzzo. E poiché, nonostante l’intervento europeo, di agevolazioni il governo italiano ne abolisce solo una, quella di Sky, è chiaro che l’europeismo ultra sbandierato dal nostro premier è una vergognosa presa per i fondelli:ai danni degli utenti di Sky, degli italiani, dell’intera Europa. La quale Europa, oltretutto, tra pochi giorni avrà modo di verificare di che pasta sia fatta il suo attuale campione. Avverrà in occasione del Consiglio Europeo che deciderà il passaggio alla fase esecutiva del grande progetto per ridurre sensibilmente, soprattutto grazie al ricorso a energie alternative, i danni che le emissioni dei gas a effetto serra provocano all’ambiente e al clima. Berlusconi, già al precedente vertice dell’Unione, si è messo di traverso all’attuazione di questo piano che, se realizzato, creerebbe tra l’altro posti di lavoro per centinaia di migliaia di disoccupati. Più recentemente il Cavaliere ha addirittura adombrato un possibile ricorso contro questo progetto allo strumento del veto, cioè a un atto di aperta aggressività contro il processo d’integrazione europea di cui in questi giorni,,unicamente per salvaguardare gli affaracci suoi, si proclama paladino.
da mariopinzauti
L’uomo di Emma
A proposito delle polemiche in corso tra Roma e Bruxelles sulle ragioni dell’improvvisa dichiarazione di guerra, da parte del nostro governo, contro l’ applicazione dell’impegno dell’Unione Europea per ridurre le emissioni di ossido di carbonio pochi stanno ricordando, in queste ore, che alla vigilia del Consiglio Europeo c’è stata una dichiarazione di Emma Marcegaglia con cui la presidente della Confindustria chiedeva al nostro paese e all’illustre statista che stava per rappresentarlo al vertice di opporsi con tutte le sue forze all’applicazione di quest’impegno che, a suo parere, sarebbe stato foriero di conseguenze negative per il sistema industriale italiano. Bene, detto e fatto. A Bruxelles Berlusconi ha fatto propria la posizione della Marcegaglia. Affiancato dalla sola Polonia è sceso in trincea e, per la prima volta nella storia dell’Unione, è arrivato, a nome di un paese, il nostro, che è stato tra i sei fondatori dell’Europa comunitaria, a minacciare il ricorso al diritto di veto se la sua richiesta di fermare il programma ambientalista non fosse stata accettata. Come sappiamo questa posizione ricattatoria è stata subita dal Consiglio Europeo e ogni decisione sull’opportunità o meno di proseguire la battaglia per salvare il mondo dalle catastrofi ambientali è stata rinviata al prossimo vertice europeo di dicembre. Pur non potendo far altro che ingollare l’amaro rospo il commissario europeo per l’ambiente non ha voluto rinunciare tuttavia a contestare la fondatezza dei dati su cui l’Italia ha costruito e imposto la sua posizione:la quale ha molti titoli per passare alla storia come un vergognoso atto di sudditanza del nostro governo nei confronti della Confindustria e,personalmente,di Emma Marcegaglia.Dunque una brutta,bruttissima storia:tanto più perché promette di essere solo un pezzo di un lungo e sempre più vincolante sodalizio tra Emma e Silvio. Quest’ultimo ha annunciato che nel quadro delle misure anticrisi ci saranno consistenti aiuti ad alcune imprese italiane . Già ma a quali imprese e con che criteri? Vorremmo essere smentiti dai fatti ma temiamo che non avverrà , temiamo che la Marcegaglia, la quale finora non ha mancato di applaudire un solo atto di Berlusconi, ispirerà ,favorirà , sanzionerà la gran parte delle scelte con cui importanti imprese diventeranno, per mucchi più o meno consistenti di euro, protettorati del governo, di questo governo.
da mariopinzauti





