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Italia 2011: ma esisterà ancora l’unità d’Italia?

Nel 2011 compirà 150 anni l’Italia unita, fortemente voluta e ottenuta con l’uso delle armi da un regno del Nord, quello del Piemonte e accettata dal resto del paese. E’un avvenimento che non capita tutti i giorni, dunque da celebrare degnamente. L’ha sottolineato il Capo dello Stato, in un’intervista a “La Stampa”, sollecitando inoltre il governo a non perdersi in indugi nella peparazione delle manifestazioni celebrative. A una persona che viva in un altro pianeta o anche in un paese dell’Unione Europea diverso dall’Italia questo invito di Napolitano a fare non solo bene ma anche presto può essere sembrato curioso, dato che, come risulta anche dal semplice uso di un pallottoliere, al 2011 manca non un giorno e nemmeno un mese o un semestre ma poco meno di un anno e mezzo, vale a dire tutto il tempo necessario per celebrare,e al meglio, non solo l’unità d’Italia, ma quella di una decina di altri paesi. Non può che apparire giusto, sacrosanto però a tutti coloro che vivono all’interno dei confini patrii, e leggono i giornali, ascoltino radio e televisione e sono o dovrebbero essere informati sulle bordate agostane della Lega Nord, per bocca del suo leader, contro la bandiera dell’Italia unita, il tricolotre,e il suo inno, quello scritto da Goffredo Mameli e adottato dalla Repubblica. La reazione a tali uscite del Presidente del Consiglio,che dell’unità d’Italia dovrebbe essere uno dei principali e impegnati tutori- “si tratta solo di carezze di Bossi ai suoi elettori”, e comunque “la questione dell’inno è complicata”-non possono che aver fatto seguire, presso questi cittadini-che è da augurarsi siano molti- una diffusa preoccupazione allo sbalordimento provocato dalle parole del leader della Lega. Il Capo dello Stato non poteva che farsi interpetre di questa preoccupazione e l’ha fatto tempestivamente con la sua sollecitazione che è un invito non solo a Bossi ma a tutto il governo a difendere non solo i simboli nazionali ma la stessa unità d’Italia. Alcuni ministri hanno subito reagito garantendo che i pericoli paventati dal Capo dello Stato non esistono. Berlusconi invece ancora non l’ha fatto . Le inquietudini sulla gravità e la pericolosità degli attacchi non solo alla bandiera e all’inno nazionale ma alla stessa unità d’Italia,voluta nel 1861 dal Nord e oggi contestata da forze che dicono di rappresentare il Nord,sono dunque tutt’altro che scongiurate.

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ago  09
19
alle 05:53
da mariopinzauti