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Dibattiti

Quando la destra va in confusione

Ci sono voluti tre mesi, trecento mila e più studenti in piazza, atenei e scuole occupate, proteste di genitori, docenti, politici e del settimanale “Famiglia Cristiana” per far riconoscere al PdL che la “Riforma” Gelmini non è una riforma ma un doloroso taglio di spesa voluto da Tremonti alla perenne ricerca di risorse da impiegare in obiettivi sbagliati. Alla fine, ieri sera a Ballarò abbiamo sentito l’ammissione. E ci voleva tanto? Perchè non dirlo e spiegarlo ? Perchè non c’erano competenze, idee e conoscenze per poterlo fare. Molto semplice. E così si sono inventati quella decina di genitori che a Torino chiedevano il diritto a frequentare la scuola. O, cosa ancora più ridicola, l’apertura di un “gruppo”di discussione su Facebook. Ma il colmo si è toccato stmattina davanti a Palazzo Madama. Un gruppo di squadristi, armati di spranghe, al grido di: “Duce, Duce” hanno cominciato a picchiare gli studenti sotto lo sguardo indifferente della polizia schierata. Mi sembrava di vedere le scene del G8 di Genova.
Allora quando non sai spiegare ricorri alle bastonate? E’ questa la visione di democrazia di Berlusconi o del PdL dal pensiero unico ?
Starà ora agli studenti universitari non cadere nelle provocazioni, e ce ne saranno, nelle mistificazioni dei media, gia ampiamente in atto, nelle semplificazioni da salotto tv, e dimostrare che una università libera e funzionante è la loro unica arma per il futuro.Per il loro futuro

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ott  08
29
alle 03:30
da luca ajroldi

Notizie

Il divorzio dalla realtà

E’vero,come dice Berlusconi(vedi sue dichiarazioni a Pechino)che in Italia è in atto un divorzio tra realtà e informazione.Solo che,al contrario di quanto sostiene il Presidente del Consiglio,non sono i mezzi d’informazione a metterlo in atto ma lui stesso,sia pure con la complicità di importanti canali della comunicazione.E’un casogrosso come una casa ,anzi dieci,cento case perché rende visibile a occhio nudo la disonestà di un gruppo politico,del suo massimo esponente anzitutto,e la sudditanza che esso,non si sa bene con quali strumenti,riesce a imporre a una parte considerevole dei mezzi di comunicazione,Come sanno tutti coloro che vogliono sapere il premier ha annunciato a Roma un prossimo ricorso alla polizia contro l’occupazione di università e scuole da parte di studenti e docenti per poi negare,l’indomani,a Pechino, di avere mai avuto tali intenzioni che dunque,a suo parere,nient’altro sarebbero che falsificazioni opera di una stampa ostile al governo e a lui personalmente. Ora poiché sia le prime che le seconde affermazioni erano state registrate dai telegiornali e dai giornali radio e riportate anche dal sito web della Presidenza del Consiglio è bastato riprodurle testualmente, ove possibile con tanto di voce e di video, per dimostrare all’opinione pubblica qual’era la vera,unica fonte del divorzio della realtà dall’informazione. Così hanno fatto “La Repubblica”,”Il Corriere della sera”,”Youtubedem”(il canale tv dei democratici trasmesso da Sky 813) e altri mezzi d’informazione. Non tutti,però. Il Tg1 ,il Tg5, altri big del giornalismo tv hanno dato notizia delle dichiarazioni rese dal Cavaliere a Pechino senza confrontarle con quelle fatte il giorno prima a Roma e così hanno lasciato molti telespettatori nel dubbio che il divorzio tra realtà e informazione ci sia veramente stato e che di esso siano responsabili giornali e notiziari radio-televisivi.Non è la prima volta che accade,non è la peima volta che le menzogne del Cavaliere vengomo oscurate dal silenzio o dalla vaghezza di una parte dell’informazione,senza che buona parte degli italiani ne vengano a conoscenza e senza che le grandi organizzazioni sindacali dei giornalisti alzino un dito per esprimere la loro condanna di fronte a un fenomeno che offende la dignità della loro categoria, oltre che la libertà di stampa.

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ott  08
25
alle 08:18
da mariopinzauti