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Emmatar
E’ partita con questo video la campagna per Emma Bonino governatore del Lazio. Grande creatività e ironia per una candidata che dice: ” se mi amassero di meno e mi votassero di più”. La Bonino alla regione Lazio sarebbe veramente una ventata di grande novità e di grande forza per una regione che arranca, con la piccola industria soffocata dalla stretta creditizia, con il turismo che si riversa solo su Roma, asfissiandola con i fumi dei bus turistici. Imprigionata da cortei che ogni giorno dell’anno bloccano le strade della capitale. Coraggio Emma, questo blog è con te. Senza se e senza ma, come ormai si usa dire.
da luca ajroldi
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di Emmatar, la Bonino incontra Avatar | speciale in Liquida il 01/1/70
Roba da Commissione Parlamentare ?
Per casi che , fin da quando si aprirono, risultarono fatti di solo fumo, e nient’altro, si istituirono commissioni parlamentari,come, ad esempio, avvenne per la vicenda Mitrokin. Perchè non comportarsi nello stesso modo di fronte a un caso fatto di tanto arrosto, sia pure putrefatto, stomachevole solo all’olfatto, il caso che è costato la carriera politica di Piero Marrazzo e sta mettendo in rischio altre carriere di prestigio, politiche e di altro genere? Certo, in attesa che l’ipotesi venga presa, o no, in considerazione da parte del Parlamento,sta diventando chiaro e drammatico che s’impone, da subito, da parte della magistratura , un’indagine a trecentosessanta gradi per scoprire i nomi, le posizioni e gli obiettivi dei protagonisti ancora non identificati di questa storia che-a quanto risulta dai primi elementi venuti alla luce-non possono essere soltanto né lo sciagurato ex presidente della Regione Lazio, vittima delle sue perversioni, né i quattro indegni militi dell’arma benemerita, spinti a compiere il loro gesto infame dalla speranza di raggranellare un mucchietto di euro o di essere premiati con altre ricompense di cui per ora è difficile immaginare la natura. C’è tanto di più. Non si capisce come e perchè siano trascorsi quattro mesi dal blitz del tre luglio ai danni di Marrazzo al momento in cui l’episodio è divenuto di pubblico dominio (proprio alla vigilia delle primarie del pd!) e perché-come è stato rivelato ieri sera ad “Anno zero”, sulla base di testimonianze e d’inchieste giornalistiche-in questo lungo periodo il video dello scandalo abbia viaggiato indisturbato attraverso i giornali della famiglia del premier, la casa editrice gestita da sua figlia, con ultimo traguardo nell’ufficio di Berlusconi a Palazzo Chigi. Sbalordisce infine, il crescendo delle voci su altri personaggi diciamo “eccellenti “ coinvolti in vicende scandalose, personaggi di cui,in qualche caso,non ci si limita più a sussurrare i nomi ma addirittura li si stampa sui giornali, provocando, in un caso almeno (quello di Gasparri) indignate smentite e minacce di querele.Tutti questi, e altri, sono elementi che dilatano enormemente la dimensione della vicenda apertasi il tre luglio e costringono a ipotizzare l’esistenza di un potente racket forse trasversale che,per fini politici,o di profitto, o per tutti e due, sta colpendo a destra e a manca uomini potenti afflitti da debolezze della carne e li induce, con il ricatto o altre forme di pressione, a favorire interessi che non sono quelli dei cittadini. E’un’ipotesi da catastrofista fantapolitica? Ce l’auguriamo ma per essere certi che non sia il contrario occorre fare completa chiarezza sui troppi misteri che il caso Marrazzo ci ha già messo e continua ancora a metterci davanti agli occhi.
da mariopinzauti
Lost in Berlusconi
E’ su internet da 2 giorni e già ha avuto decine e decine di migliaia di visitatori. Satira? Fantascienza? Spirito d’iniziativa ? Non saprei. Quello che so, per certo, è che il nostro Presidente del Consiglio è il più chiacchierato, raccontato, ridicolizzato uomo politico italiano negli ultimi decenni. Un record veramento poco invidiabile per chi si appresta ad essere ricevuto dal Presidente degli Stati Uniti, Barak Obama.
Ilvideo è stato realizzato da da un gruppo di giovani autori che ringraziamo di cuore
da luca ajroldi
Esclusivo: i 60 anni di D’Alema visti dal KGB
Scoperto negli archivi di Mosca, un filmato preziosissimo: la storia di Massimo D’Alema seguita passo passo dal KGB. Noi siamo in grado, oggi, di darve in assoluta anteprima per politcablog, la parte finale.
Ecco i link per le altre: Prima parte – Seconda parte
Gli autori del regalo-burla, che lo stesso D’Alema ha detto di aver apprezzato,hanno utilizzato come complici gli amici e i “compagni” di avventure politiche l’ex Ministro della Salute Livia Turco, Goffredo Bettini, Claudio Velardi.
da luca ajroldi
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di cheyenne il 01/1/70
La dichiarazione universale dei diritti umani
The Universal Declaration of Human Rights from Seth Brau on Vimeo.
Mi piacerebbe infliggere questo splendido video che ho prso da Blogyourmind come condanna per il parlamento italiano. Obbligo di visione prima di ogni seduta. Così, per sicurezza, in modo che nessuno dimentichi, Presidente Fini compreso. Che ne dite?





